Salviamo quei migranti!

Un migrante è uno che ha voglia di vivere
Un migrante è uno che ha paura della guerra e ne fugge via
Un migrante è uno che vede in noi e nel nostro paese qualcosa di bello
Un migrante magari ha famiglia
Un migrante può essere un bambino, una mamma o un vecchietto
Un migrante non è uno scemo
Un migrante paga per rischiare la vita in mare e lo sa
Un migrante si aspetta di andare in un luogo migliore di quello da cui viene
…un migrante è fondamentalmente “solo” un uomo.

Oggi ne sono morti trecento e sono solo gli ultimi di una lunghissima serie. Chi in Europa ha responsabilità a vario titolo in queste ore non ha perso tempo a scandalizzarsi per quanto accaduto (anche se lo scorso anno non hanno mica aiutato l’Italia quando con Mare Nostrum salvava decine di vite ogni giorno), ma scandalizzarsi non basta più dopo tutto questo tempo.
E’ proprio con Mare Nostrum che in Italia si è toccato il massimo del servizio per il bene comune (almeno che io ricordi) e che da italiano mi sono sentito fiero di quello che dei miei connazionali facevano: quando mai si è visto un governo spendere soldi senza un reale tornaconto come abbiamo fatto noi? Quando mai si sono visti uomini e donne come quelli della nostra marina rischiare la loro vita per salvare degli sconosciuti?
Facevamo bene ad arrabbiarci con l’Europa allora che non ci dava una mano e ha ragione oggi Renzi quando dice che il problema è in Libia, ma non si può lasciare morire la gente a un passo da casa nostra! Triton è un progetto europeo e questo va bene ma si limita a sorvegliare le coste, non salva le vite è diverso da prima! La sostituzione totale di Mare Nostrum con questo programma è evidente non basti!
È come se uno avesse davanti una casa che brucia e invece di spegnerla badi solo a ragionare su come sia potuto accadere per prevenire in un futuro che non riaccada: è giusto che ne cerchi le cause ma intanto la spegne la casa!
Un italiano dunque da un lato oggi è sì contento del fatto che ora l’immigrazione sia diventato un problema europeo e non solo nostro ma dall’altro non può non provare rabbia per quanto accaduto: è vero infatti che l’economia del paese è importante (ogni giorno i nostri politici parlano continuamente di riduzione dei costi) ma il problema però è che i soldi spesi per Mare Nostrum erano usati bene! Con quei soldi salvavamo della gente che era in mare su un gommone che affondava!
E’ chiaro che bisogna evitare di farli partire e risolvere il problema in Libia ma dato che difficilmente in Africa del nord la situazione sarà risolta in poche settimane da italiano sarei felice di vedere che non facciamo morire centinaia di persone davanti a casa nostra, sarei contento sì che ricominciassimo a spendere parte di quei nostri soldi per questo scopo. Se poi il resto dell’Europa ci viene dietro bene, altrimenti ancora una volta dimostreremo a tutti che siamo più avanti e che grande cosa sia essere italiani!

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Guerra in Ucraina: ma qualcuno la vuole veramente questa pace?

Nell’ultimo weekend la situazione in Ucraina ha avuto una drammatica escalation di preoccupazione dopo l’incontro di Hollande e della Merkel al Cremlino con Putin. Le parole del premier francese secondo cui se non si trova una soluzione il passo successivo sia la guerra e quelle della cancelliera tedesca che mette in dubbio la riuscita della missione di pace, sono un serio campanello d’allarme per tutta la comunità internazionale. Fa specie pensare che ci sia una guerra in Europa e dopo ormai oltre dieci mesi di combattimenti ancora non si sia trovato uno spiraglio di soluzione. Da un lato infatti sono evidenti le mire espansionistiche di Putin che ha risposto all’unica arma messa sinora in campo dai governi occidentali, le sanzioni, stringendo un patto di alleanza con la Korea del Nord, estendendo il controllo sull’Artico, sul Kazakhistan e sulla Bielorussia e facendo dichiarazioni di sostegno alla Grecia in rotta con l’Europa. Dall’altro fa pensare però che gli Stati Uniti lascino trapelare che sono pronti a fornire armi agli ucraini (che dal canto loro le invocano a gran voce) e sentire che la Nato dichiara che l’Europa dovrebbe considerare un’opzione l’intervento armato.
L’impressione è che ogni paese si stia comportando per tutelare se stesso e non per fermare la guerra! Perché Renzi non è andato da Putin se non per difendere le nostre partnership in termini energetici con la Russia(le sanzioni non hanno danneggiato solo Mosca infatti)? Perche Germania e Francia cercano di mediare mentre gli Usa, lontani e tranquilli con le loro riserve di shale gas, vorrebbero armare gli ucraini?
Personalmente ciò che trovo più preoccupante è che nessuno sembri avere come obiettivo primario il fermare questa guerra (non si spiegano dieci mesi di combattimenti quasi ininterrotti altrimenti). Tutti sembrano perseguire semplicemente obiettivi economici personali!
Se è infatti giusto tenere a mente la solidità della propria economia è preoccupante che questa sembri essere più importante di garantire la pace nel continente. È solamente questa l’Europa unita?

In bocca al lupo Presidente Mattarella

Un ringraziamento a chi lo ha preceduto e a chi lo ha eletto;
Un costante richiamo a tutti i partiti per favorire l’unità nazionale e aiutarlo ad essere “arbitro imparziale” del dibattito politico;
Giovani descritti come “energia che attende di esprimersi compiutamente”;
Uno straordinario richiamo sul valore dell’educazione attraverso un rilancio del diritto allo studio: “va garantito il diritto allo studio in una scuola moderna e in ambienti sicuri, garantire il diritto al futuro dei nostri ragazzi vuol dire garantire il diritto al lavoro”;
Una esaltazione del nostro patrimonio artistico e culturale;
Spinta ulteriore alla lotta contro mafia e corruzione, e alla necessità di trovare soluzione al problema dell’immigrazione;
Richiamo all’unità internazionale per fronteggiare la minaccia del terrorismo islamico e al valore dell’unione europea;
I marò, le donne, il mezzogiorno e gli stranieri descritti come un valore;
Un ringraziamento a Papa Francesco per le parole e le preghiere spese per lui;
E per concludere un…”Viva la Repubblica, viva l’Italia!”

Questi i tratti più interessanti toccati nei circa venti minuti di discorso del neo Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. Colpisce che in questo breve tempo sia riuscito nell’impresa di parlare di tutti i temi cari agli italiani oggi. Decisamente interessante il costante richiamo all’unità, sia nazionale per aiutare gli italiani ad uscire dalla crisi in cui siamo, sia internazionale come arma contro il terrorismo. Particolarmente significativo poi il ruolo dato ai giovani e al valore dell’educazione come punto centrale che garantisca la crescita e il futuro di un paese (da anni si parla di una riforma del diritto allo studio e del valore dei giovani ma nella pratica poco si è fatto in questa direzion: speriamo ci riesca!).
Essendo questo poi il discorso più significativo che un presidente della Repubblica in tutto il suo mandato può fare è bello che sia stato capace di tenere conto di tutte le realtà presenti nel nostro paese. Tutti si sono potuti sentire protagonisti perché tutti sono un valore, questo è sembrato voler far capire il presidente.
Riuscire nell’impresa di trasferire questa idea ai politici che oggi lo hanno ascoltato è l’impresa però più ardua per Mattarella. La speranza è che ci riesca e dunque non resta sinceramente che ringraziarlo per quando detto oggi augurandogli tutti un in bocca al lupo e un buon lavoro!

L’America si ferma: c’è il Super Bowl

Oltre 100 milioni di spettatori in televisione;
più di un miliardo di alette e cosce di pollo rigorosamente fritte perché si sa che il fritto fortifica;
migliaia di litri di birra consumati;
le pubblicità più belle e attese dell’anno (le modelle di Victoria Secret che simulano una partita sono pazzesche);
le pubblicità anche più costose dell’anno (150000$ al secondo!!);
non esistono più repubblicani e democratici, per un giorno tutti sono “solo” Americani: c’è il Super Bowl!
Ogni volta è la stessa storia, gli Stati Uniti si fermano completamente, nulla conta più e non esistono impegni durante La Partita dell’anno! E’ difficile per noi che siamo da quest’altra parte dell’oceano capire perché questo accada ma non possiamo non esserne oggettivamente affascinati. Già fa impazzire che prima di ogni evento sportivo cantino sempre il loro inno nazionale ma forse è proprio oggi che raggiungono il culmine del loro patriottismo: oggi essere americani conta di più e loro ne sono proprio fieri. E’ per questo forse che il Super Bowl piace: è l’espressione massima di che potenza lo sport possa avere sulle persone perché per un paio d’ore si mettono da parte dissidi e rivalità e insieme ci si strafoga di birra e Chicken Wings.
Se pensiamo invece a quel che accade in Italia quando prepariamo grandi eventi la differenza è palese: nell’organizzare Expo vengono fuori duemila problemi di corruzione e il governo fa un portale solo in italiano per promuovere il paese(diciamo che rispetto alle pubblicità americane durante il Super Bowl c’è una certa differenza); ci mettiamo a organizzare le olimpiadi e chi non è al governo dice che non possiamo farcela…
Capisco che in Italia non abbiamo la cultura delle alette di pollo fritte ma possiamo darci una svegliata e farci un pò meno male da soli di quanto già facciamo?!
Se questo vuol dire essere patriottici, beh allora viva il patriottismo!

Charlie Hebdo: irrispettoso è libero?

Ormai è trascorsa più di una settimana dai drammatici attentati di Parigi e dunque, dopo aver innalzato il giornale Charlie Hebdo a simbolo di libertà, siamo un po’ tutti più liberi forse di tentare un giudizio più oggettivo sul tema.
Dopo gli attentati infatti molti giornali hanno ripubblicato le vignette del giornale; guardando quei disegni spesso offensivi e di cattivo gusto è difficile non chiedersi come sia possibile conciliare l’essere liberi con il rispetto delle persone che si hanno accanto. Come scritto in altri articoli su questo blog il fatto di Parigi ha mostrato che potenza di testimonianza e conforto possa avere una unità vera tra persone anche diverse. Un giovane come me appena entrato nel mondo del lavoro ad esempio, differentemente che in università, non ha vicino i suoi amici ma comunque vuole stare bene a lavoro e con le persone che ha li. Personalmente vorrei poter trattare chi ho davanti(colleghi, amici, familiari) come un valore ma in questi giorni mi sembrava impossibile se io con la mia libertà potevo ritenere accettabile urtarne la sensibilità: non vorrei gli altri facessero così con me!
Il problema è che questo mi sembrava in contrasto con la morale che stava passando e cioè che un disegno che insulta la fede di qualcuno è emblema di libertà.
Con la sua straordinaria semplicità però oggi Papa Francesco ha descritto con un esempio chiarissimo tutto ciò: “se tu insulti mia madre, un pugno te lo aspetti”. Nella forza di queste parole simboliche che da un Papa non ti aspetteresti mai ho sentito una vicinanza fortissima con quello che in questi giorni mi è capitato.
Senza giustificare la follia di chi ha ordinato l’attentato, non si può definire simbolo di libertà chi attacca la cosa più cara di altre persone.
Mi sembra molto più affascinante lottare per una libertà che tiene dentro e non cancella o umilia la storia di chi si ha davanti.

Je suis….quelle bambine nigeriane

Che domenica…
Oggi è la domenica della doppietta e dell’esultanza con selfie di Totti durante il derby della capitale; è la domenica della grande e commovente marcia della libertà in cui Parigi, per un giorno capitale del mondo, ha splendidamente manifestato per difendere i nostri valori occidentali; è la domenica in cui per la prima volta nella storia 50 leader mondiali diversi e con diverse storie e fedi hanno marciato insieme per strada(cattolici come Renzi, protestanti come la Merkel, ebrei come Netanyahu, musulmani come il presidente del Mali Keita); è la domenica in cui il premier israeliano e quello palestinese hanno camminato fianco a fianco quando sembrava impossibile potesse accadere: è dunque la domenica in cui per la prima volta quasi nella vita ho visto un’Europa veramente unita!
Questa purtroppo però è anche e soprattutto un’altra domenica di follia in Nigeria: due bambine di 10 e 15 anni sono state fatte esplodere da alcuni vigliacchi come oggetti qualsiasi, come “pacchi-bombe”, per uccidere altri uomini. Mi auguro che tutti noi e ancor più tutti i leader che oggi hanno così giustamente con forza mostrato il loro sostegno a Parigi e alle sue vittime del terrorismo non dimentichino quelle bimbe solo perché lontane. A che punto siamo arrivati se tolleriamo tutto ciò? Come si fa a stare di fronte a un fatto del genere?
Chiunque di noi, se nato in quei luoghi, poteva essere una di quelle bimbe! Scrivendo mi rendo conto della grande facilità con cui si diventa moralisti e spero di non esserlo però davvero, leggendo su vari siti della notizia delle stragi in Nigeria, ho sentito forte il richiamo e la gratitudine per essere nato in un luogo(l’Europa) che non accetta atrocità del genere. Vorrei quindi però anche che questo luogo, che oggi ha dimostrato di non volere e di non aver paura del terrorismo, lotti veramente e con la stessa forza dimostrata in Francia per incidere anche nei paesi più lontani così che a nessun’altra bambina, a nessun altro uomo, tocchi una sorte così.
Perchè è vero che sono Europeo ma oggi mi sento tanto simile una di quelle bambine lì.