Anno nuovo: i buoni propositi del milanese vs i buoni propositi del meridionale

È appena iniziato il nuovo anno e, come ogni volta, lo cominciamo facendoci tanti buoni propositi su di noi ma mi chiedo: tra chi vive a Milano e chi vive al Sud i desideri per l’anno nuovo sono gli stessi?!

Ovviamente no!

Il milanese per l’anno nuovo desidera non prendere mai più i mezzi ATM perché non ne ha sbatta (“e fanculo allo smog!“);
Il meridionale invece, che oltre la “corriera” non ha, desidera prendere la macchina anche per fare solo 100 metri perché “giù non si cammina mai a piedi!

Il milanese per l’anno nuovo desidera con tutto il cuore farsi sempre i cazzi suoi e al mattino camminare in metro mentre va a lavoro o a scuola con la testa bassa per non correre il rischio di dover salutare il “pirla” o il “giargiana” di turno;
Il meridionale invece desidera, per ogni volta che uscirà di casa, salutare chiunque incontri, fermarsi in macchina a ogni incrocio per chiedere al guidatore nella corsia opposta alla sua come sta e battere il record di clacson suonati nel paese per salutare ogni “Comare” o “Compare” ci sia.

Il milanese per l’anno nuovo desidera sostituire ogni sera la cena con l’ape perché tornare a casa avendo ancora fame è il top;
Il meridionale invece desidera cenare sempre da sua mamma o sua nonna per esser certo di andare a letto con quella sensazione di svenimento mista a sbocco che ti fa dormire da dio.

Il milanese per l’anno nuovo desidera battere il record di riunioni fissate in un solo giorno perché solo lui ha davvero il diritto di usare l’hashtag #ItaliaRiparte;
Il meridionale invece un lavoro lo desidererebbe semplicemente avere: se comunque si riesce meglio vicino a casa così a pranzo non mangia fuori e d’estate, finito di lavorare per le 4, può andarsene al mare a godersela.

Il milanese per l’anno nuovo promette di limitare al massimo gli acquisti a supermercati o negozi fisici per comprare solo online;
Il meridionale invece, che internet lo usa solo per whatsapp, vorrebbe che la rete prendesse e che qualcuno gli spiegasse cosa diamine sia questo Amazon che ogni tanto sente nominare.

Il milanese per l’anno nuovo promette di avere sempre al collo una di quelle sciarpine che in ogni stagione dell’anno fanno capire al mondo quanto cazzo sei fashion;
Il meridionale invece delle sciarpine può anche fare a meno perché l’importante è indossare sempre vestiti alla moda con il marchio ben in vista di modo che tutti possano vedere che è uno sul pezzo.

Come vedete ci sono delle evidenti differenze ma…sia che siate milanesi o che siate meridionali l’anno nuovo è comunque un momento in cui è più facile lasciarsi indietro sbagli e fatiche e ricominciare.

I buoni propositi (anche se alle volte ne facciamo decisamente di assurdi) hanno dentro la voglia di crescere e diventare migliori rispetto a quanto abbiamo vissuto sinora per cui io ci scherzo su ma sono il top: lottiamo per ottenerli!
Se tentiamo di ricordarceli tutte le mattine è come se capodanno fosse sempre e ogni giorno si potesse ripartire: sarebbe figo no?!

Buon anno a tutti!!

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Come riconoscere un milanese nelle spiagge dei giargiana

Un vero milanese in spiaggia lo riconosci facilmente perché non è nel suo habitat naturale e si comporta diversamente dalle tribù autoctone delle località in cui trascorre le vacanze.

Innanzitutto si alza alle 7 del mattino perché la sua sveglia naturale gli impone di non perdere cazzo tempo anche quando è in ferie.
A quel punto si fa una bella colazione da ricco al bar, perché a certe abitudini non si rinuncia mai, e prima di andare in spiaggia fa una capatina dal giornalaio per comprare corriere della sera, gazzetta dello sport e sole 24 ore: il tutto davanti al venditore che lo guarda con gli occhi affascinati pensandolo realmente acculturato.
Arrivato in spiaggia parcheggia a pagamento e, tutto sorridente al pensiero di quanto figo sia il concetto di mare perché le tipe si sentono libere di essere praticamente nude e mostrare i loro bei culetti stagionati, si mette i giornali sotto il braccio e con il suo costumino Sundek o Billabong che ne esalta la “splendida” pancetta da lavoratore (non quelle terribili micro mutande da giargiana), arriva finalmente davanti al mare.

I problemi iniziano a questo punto perché, giunto sul bagnasciuga, attraverso i suoi Rayban nuovi di zecca, il milanese non vede quei fantastici costumini alla brasiliana che ha sognato nelle poche ore di sonno che si è concesso durante il suo ultimo anno di fatiche, ma si trova davanti decine e decine di rumorose famiglie “meridionali” che:
1. Hanno occupato tutte le prime file della spiaggia libera
2. Sono al completo: nonni, zii, figli, nipotini, nuore, suocere, cognati ci sono tutti
3. Hanno circa 7 sedie-sdraio a famiglia, 9 ombrelloni, 14 borse frigo con pasta e melanzane alla parmigiana da mangiare in spiaggia, materassini, racchettoni e ogni altro gadget infantile volto a generare caos e a fare allontanare dalla spiaggia ogni essere umano riconducibile a una ragazza single sotto i 35 anni

In quel momento il terrore sugli occhi del milanese in spiaggia è ben visibile (gli avevano assicurato che, appena passato Ferragosto, la gente se ne sarebbe andata!) e lui corre via: solo un lido può salvarlo!
Inizia allora a cercarlo, lo vede, gli corre incontro come farebbe un bambino con la mamma, vi arriva ansimante e compra un ombrellone per tutta la durata della sua permanenza: almeno cosi può avere i suoi spazi!

Appena si stende sulla sua sdraio nuova di zecca torna a respirare, ordina a uno sbigottino bagnino un bicchiere di vino bianco pensando sia il suo cameriere personale, prende lo smartphone e, nonostante sia schifato dalla barbarie e dalla numerosità dei giargiana nel mondo, inizia a twittare e instagrammare quanto sia figo il posto in cui si trova con il solo obiettivo di generare invidia nei suoi colleghi milanesi che vogliono fare gli idoli col capo e non prendono le ferie.

Autoctoni che dunque vedete le vostre spiagge riempirsi di personaggi con queste caratteristiche non temete: l’estate sta finendo e il milanese se ne andrà perché si sa: “Tutt el mond a l’è paes, a semm d’accòrd, ma Milan, l’è on gran Milan.”

Le 10 regole di vita del milanese d’Estate

Se hai intenzione di passare del tempo a Milano durante questa torrida estate devi adeguarti al modo di vivere di un vero milanese. Ecco le dieci regole di comportamento da seguire:

1. Il milanese la mattina d’estate, quando si sveglia, è già incazzato perché sa che deve abbandonare la sua dimora in cui l’aria condizionata rinfresca l’aria persino in bagno e in ripostiglio per andare a lavorare e “tirare avanti sto cazzo di paese”;

2. Il milanese d’estate impedisce ai suoi figli di fare attività ludico-ricreative all’aperto perché altrimenti sudano e impuzzoliscono i loro “vestiti del Porco Diaz”. Al massimo li porta al parco, si piazza con loro all’ombra di un alberello, e gli insegna a fissare i passanti scuotendo la testa per esprimere il proprio disgusto sul loro abbigliamento costituito da colori sgargianti e dannatamente popolani o sulla loro carnagione schifosamente bianca.

3. Il milanese infatti, non appena arriva l’estate, si spara un paio di lampade fatte bene perché l’abbronzatura fa troppo figo coi colleghi;

4. Il milanese d’estate, appena uscito di casa al mattino, va in un “bar da ricchi” con l’aria condizionata e ordina un “caffé con ghiaccio” o un bel “marocchino” perché prendere un espresso normale o bere il caffé alle macchinette è una roba da Giargiana. Uscito dal bar, prima di salire in macchina, si pulisce le mani con amuchina per eliminare ogni rischio di contaminazione da germi;

5. Il milanese d’estate, come in ogni altra stagione del resto, non considera neppure per un secondo l’idea di andare a lavoro salendo in quel carro di buoi anche chiamato metropolitana. Ovviamente allora si piazza in macchina con l’aria condizionata a cannone e, durante il tragitto verso l’ufficio, sbeffeggia tutti i “poveracci” che vede salire su un pullman ATM o che, ancor peggio, viaggiano in macchina col finestrino abbassato: ma come diamine si fa ad avere una macchina senza aria condizionata?????!

6. Il milanese a pranzo d’estate si tira un’insalatina dimagrante accompagnata da una buona “inguria” che è il top per essere sempre idratati come si deve;

7. Il milanese d’estate a lavoro manda costantemente in giro da clienti e fornitori insignificanti i suoi sottoposti organizzandogli incontri all’aperto tra le 11 e le 15 perché gode nel vederli rientrare in ufficio sudati e ansimanti per il caldo;

8. Il milanese d’estate non esce mai dall’ufficio prima delle 19 perché non ha voglia di tornare a casa e fingere di voler veramente giocare con quei mostriciattoli dei suoi figli che lo aspettano da tutto il giorno e ancora non hanno capito che lui non ha un cazzo di tempo da perdere;

9. Il milanese d’estate a cena si mangia un “bel minestron frecc”, rigorosamente Bio, dopo aver bevuto poco prima un prosecchino fresco come Ape. Subito dopo cena poi “fa una call” con tutti i suoi amici milanesi e gli spiega come risolvere il problema del default greco, sottolineando più volte che la vera ragione per cui non si è ancora chiusa la questione sia che sia i greci, che i tedeschi o i francesi che comandano in Europa, non sono milanesi;

10. Il milanese d’estate quando va a letto e si piazza sotto il bocchettone dell’aria condizionata e, pensando alla giornata appena vissuta, chiude gli occhi lieto e certo che anche quel giorno, se mai ce ne fosse stato bisogno, ha dimostrato al mondo intero di essere la vera locomotiva d’Italia e che in nessun modo lui potrà mai rischiare di “finì cont el cu per tèrra”.

Le regole di vita del black block vs le regole di vita del milanese

Un black block la mattina alle 11.30 si alza e sa che non avrà un cazzo da fare;
Un black block a colazione puccia le gocciole nel caffè e poi le sputa in faccia a sua madre per protestare contro le multinazionali del cibo;
Un black block a pranzo brucia il tavolo per dimostrare a chi gli ha cucinato che i carciofi fan cagare;
Un black block quando va in motorino non mette il casco perché gli rovina il capello;
Un black block quando sente da una macchina una canzone che non gli piace scende e brucia direttamente l’auto;
Un black block quando sale su un pullman fotte il posto alle vecchiette;
Un black block ha amici di merda;
Un black block ascolta solo canzoni di Fedez e J-Ax;
Un black block è contro le multinazionali dell’energia per cui quando gli si scarica il cellulare non lo ricarica mai ma va davanti a un rivenditore, lo lancia contro la vetrina e ne ruba uno nuovo;
Un black block dopo che si fa la barba imbratta di schiuma le vetrate del primo negozio che trova;
Un black block non sa come funziona il bancomat e allora lo spacca;
Un black block quando parla dice “cioè” ogni quattro parole;
Un black block si eccita quando sente Mara Maionchi che dice: “per me è no!”
Un black block sa che la polizia non può toccarlo, e se lo fa tanto meglio cosi poi gli dedicano una via o una piazza;

Un milanese la mattina alle 7 si alza e va a lavorare;
Un milanese quando prende i mezzi il biglietto lo paga;
Un milanese sa che non gli dedicheranno mai una piazza ma il suo dovere lo fa comunque;
Un milanese se decide di andare a protestare e vede accanto a lui gente a volto coperto e armi addosso torna a casa e non sta mica con loro;
Un milanese darebbe veramente il potere alla polizia di fermare chi è violento;
Una mamma milanese assomiglia molto alla mamma di Baltimora;
Un milanese il giorno dopo che passa un black block non dice “si ma sono solo pochi i violenti, la protesta in sè aveva anche delle ragioni buone”.
Un milanese si incazza quando sente i moralismi post-G8 di Genova e sente politici che alla prima manganellata di un poliziotto contro un manifestante difendono a priori quest’ultimo.
Un milanese dopo che passa un black block che gli brucia la macchina, gli imbratta i muri di casa o gli spacca le vetrate del negozio, anche se incazzato, chiama gli amici, si organizza e ripulisce tutto.

Expo Milano 2015: #Troppofigo

Non ce la faremo mai;
Nessuno risponderà al nostro invito;
Sarà una gigantesca figuraccia in mondovisione;
I cittadini normali non avranno nessun beneficio;
Piove anche, sarà davvero un disastro…

Per mesi e mesi non abbiamo sentito altro che questo, come a voler dimostrare che, quasi per natura, siamo il paese più critico verso se stesso che esista sulla Terra.
Le indubbie contraddizioni che ci sono state negli anni di preparazione di questo grande evento non mascherano però la grandiosa occasione che questa esposizione universale è per il nostro paese e per tutti noi che di esso facciamo parte!

Quante volte abbiamo sognato di conoscere e vedere altri luoghi del mondo rattristandoci del fatto che questo per noi, “uomini normali”, è impossibile?!
Ecco per 6 mesi il mondo viene qui: Expo 2015 è occasione mondiale di incontro che vale allo stesso modo per tutti, dal presidente del consiglio al più piccolo e umile cittadino! Non possiamo mancare!

Hanno ragione poi Renzi e le nostre istituzioni a ricordare che punto centrale e decisivo di oggi è che Milano e l’Italia alla fine ce l’hanno fatta:

Oltre 20 milioni di visitatori attesi;
145 Paesi nel mondo che hanno accettato il nostro invito;
80 Padiglioni disposti lungo gli oltre 110 ettari di estensione dell’evento;
Oltre un miliardo di euro (!!!) di investimenti dall’estero;
Fatturato atteso di oltre 10 miliardi di euro a fronte degli 1,3 spesi per la sua realizzazione;
19000 posti di lavoro dentro il sito, e oltre 80000 fuori da esso;
Operai di paesi diversi che si aiutano per finire tutti i padiglioni, commovente il lavoro comune per finire quello del Nepal;
Stazioni di metropolitana, treno e aeroporti ristrutturate completamente per l’occasione!

E poi quella che, anche se passata quasi in sordina sinora, è la cosa più interessante di tutte: il tema di questa esposizione universale.

Un tema, quello del problema della nutrizione e della lotta alla fame nel mondo che, anche se certamente non verrà risolto, solo per il fatto di essere posto al centro dell’attenzione sarà un aiuto per tutti a tenere la testa alta per stare di fronte alla più grande ingiustizia del mondo di oggi, oltre che per conoscere e contribuire alla crescita di istituzioni come Banco Alimentare, Slow Food e altre ancora che già lavorano efficacemente per stare di fronte a questo dramma.

Per sei mesi saremo oggettivamente al centro del mondo e questo è un fatto!
Expo Milano 2015 oggi c’è ed è meglio non sprecarla come occasione no?!

Il sabato di un milanese vs il sabato di un meridionale

Meglio il sabato del nord o meglio il sabato sud? Meglio il sabato dei polentoni o meglio quello dei terroni?
Basta parole e ipotesi contano i fatti: leggete e decidete chi essere…

Il milanese il sabato non mette la sveglia ma comunque si alza entro le 9 perché il suo corpo ha bisogno di mettersi in movimento e non ce la fa a stare cazzo fermo.
Il milanese il sabato può addirittura poi dedicare quasi cinque minuti alla colazione: lusso che in settimana ovviamente è impossibile permettersi altrimenti l’economia cazzo non gira.
Il milanese il sabato può dedicarsi alla cura del suo corpo perché deve essere un figo del porco diaz e durante la settimana non c’è mai tempo. La soluzione migliore allora è la piscina: lì ognuno si fa “li cazzi sua”, nessuno ti sta addosso e le tipe si sentono libere di mettersi in reggiseno e mutande per essere guardate.
Il milanese il sabato a pranzo mangia un insalatina veloce e poi, raccattati i suoi amici milanesi, parte subito per la casa in montagna o al lago che ovviamente ha, altrimenti non sarebbe un milanese.
Il milanese il sabato, come ogni altro giorno del resto, quando viaggia connette l’i-phone alla macchina e mette la musica a tutto volume perché non ha cazzi di sentire parlare nessuno.
Il milanese poi, mentre è in macchina, ordina al macellaio di fiducia la carne giusta cosi quando arriva alla sua casa in montagna può cominciare subito a grigliare visto che lui è un leader e organizzare eventi è nella sua natura.
Il milanese prima di cena ovviamente si spara comunque un ape fatto bene bevendosi un cocktail di quelli giusti “perché l’acqua fa ruggine e la birra è per i poveri”.
Il milanese finita la grigliata non pulisce mai (qualche Giargiana lo fa per lui) ma porta le tipe a “vedere le stelle” e le conquista indicando con tutto il falso romanticismo di cui è capace le costellazioni presenti nella Via Lattea.
Il milanese va a letto contento della giornata ma incazzato perché è finito il sabato e allora ormai è quasi lunedì.

Il meridionale il sabato non mette la sveglia e si sveglia non prima delle 11.
Il meridionale il sabato mangia cappuccio e brioche per colazione e passa almeno tre quarti d’ora al bar parlando con gli altri clienti e con il titolare perché conosce tutti lui.
Il meridionale il sabato fa il giro di tutti i 3500 parenti che ha perché la famiglia è la cosa più importante del mondo e non si può mica essere come quei “frigidoni del nord”.
Il meridionale il sabato pranza dalle 14 alle 17.30 dalla nonna con tutti i parenti più stretti perché mangiare è la cosa più bella del mondo e quelli del nord che fanno le diete sono tristi.
Il meridionale quando viaggia ha il finestrino abbassato perché deve salutare tutti quelli che incontra urlandone il nome.
Il meridionale il sabato sera va nella sua casa al mare e per il viaggio sua madre gli dà succhi di frutta, melanzane alla parmigiana, pasta fredda, pittule e pane fresco perché non si sa mai che magari gli viene fame.
Il meridionale ama la sua terra e quindi il sabato sera, come ogni altra sera, beve vino rosso del sud perché i vigneti migliori del mondo “sono quelli del paese suo”.
Il meridionale finito di mangiare le cose che sua mamma ha preparato per lui e per i suoi amici meridionali non pulisce (tanto domani passa mamma a sistemare) ma porta le tipe in spiaggia e, suonando la chitarra attorno a un falò improvvisato per inebriarsi i fumi tossici che questo genera, le conquista una dopo l’altra.
Il meridionale va a letto contento della giornata e basta.

Viaggiando in metro scegli chi essere: milanese o giargiana?!

Per un vero milanese la metro è casa sua e la conosce alla perfezione;
Arrivato al tornello sa dov’è quello che funziona bene e gli fa evitare di dover tirare fuori l’abbonamento dal portafoglio con tutta la perdita di tempo e di sbatta che ne consegue;
Sceso in metro non chiede informazioni a nessuno e cammina a testa bassa per arrivare più veloce possibile alle carrozze laterali dove c’è meno gente, ed evitare anche così di guardare in faccia e incontrare persone che magari conosce ed è poi costretto a salutare se ne incrocia lo sguardo;
Il milanese vero si ferma nei sempre punti pieni di cicche calpestate sulla banchina perché fa figo piazzarsi dove la porta della metro si apre;
Entrato in treno un milanese non si siede mai perché il posto è sporco e lui c’ha addosso un pantalone del porco diaz;
Ovviamente poi c’è sempre una fonte più acuta di puzzo che il milanese prontamente identifica per poterla schifare nel modo più teatrale possibile;
Se poi sul suo vagone sale il classico musicista da strada il milanese non lo degna di uno sguardo perché “quello è uno scansafatiche che non ha mica voglia di lavorare”.
Durante il viaggio non vedrai mai un vero milanese stare a fissare l’elenco delle fermate o contare quante ne mancano alla sua: esattamente quando sarà il momento di uscire vedrai che alza la testa e andrà per la sua strada.
All’uscita poi il milanese cammina sempre a passo spedito e ovviamente sulla scala mobile non sta fermo e sale perché “non c’è un cazzo di tempo da perdere e questa economia bisogna farla girare”.

Un falso milanese (Giargiana, Cinegro, Giapponegro, Terùn sono solo alcuni degli appellativi con cui un milanese vero definisce questi “esseri”) invece lo riconosci perché al tornello non ha l’abbonamento ma ha solo un biglietto che poi non riesce mai a timbrare perché lo inserisce nel verso sbagliato;
Dopo questi personaggi te li ritrovi a fermare chiunque e chiedere più volte conferma che non stiano sbagliando treno;
Alla fermata poi si piazzano sempre davanti alla porta e iniziano subito a salire senza aspettare mai che scendano le persone già sul treno;
Durante il viaggio contano le fermate e si alzano dal posto quando ne mancano ancora tre alla loro così possono rompere le palle a tutti i veri milanesi con la classica domanda che li fa impazzire: “Scusa scendi alla prossima?”
Ah beh poi sulla scala mobile ovviamente tutti i falsi milanesi si piazzano sempre sulla destra….

Diffida dunque dalle imitazioni e quando scendi in metro scegli chi essere!
Non ci sono vie di mezzo: se non ti comporti da milanese sarai solamente un giargiana come tanti altri!

Le dieci cose che un milanese fa quando nevica

Se vivi a Milano devi vivere da milanese e allora quando nevica devi dimostrare di meritarti il titolo di “milanes!” Ecco le dieci regole di comportamento da seguire:

1. Il milanese la mattina quando si sveglia è già incazzato e in ritardo. Se poi alza la tapparella e vede la neve impreca perché lui comunque non può stare a casa: l’economia del paese dipende da lui!
2. Il milanese quando nevica non porta il figlio a scuola in macchina ma gli fa prendere i mezzi perché questo lo “tempra” e lo fa diventare un uomo.
3. Il milanese quando nevica fa comunque colazia al bar con cornetto e cappuccio perché ha una reputazione da mantenere e non esiste prendere il caffè alle macchinette in ufficio.
4. Il milanese quando nevica ha di fronte un grande dubbio: prendere la macchina o i mezzi per andare a lavoro? Ovviamente sceglie la macchina e dopo tre testacoda, qualche filotemmia e due ore di viaggio lascia l’auto nei parcheggi gialli dei residenti tanto la polizia lo conosce e la multa non gliela fa.
5. Il milanese quando nevica a pranzo mangia polenta e spezzatino con taleggio perché “La buca l’è minga straca se la sa nò de vaca”.
6. Il milanese quando nevica piazza tutte le riunioni più importanti del mese quel giorno cosi può fa vedere a tutti che lui a lavoro c’è andato nonostante tutto.
7. Il milanese quando nevica esce dall’ufficio alle 17.30 perché sa che lo fanno tutti e cosi sta più tempo in coda prima di arrivare a casa e ha una scusa per lamentarsi e non fare nulla la sera.
8. Il milanese quando nevica la sera è ammalato: va quindi servito e riverito e ovviamente decide lui che programma guardare alla tv.
9. Il milanese quando nevica la sera sta due ore al telefono con tutti i suoi amici milanesi a spiegare che è ovvio che han buttato troppo poco sale sulle strade e non va bene visto che si sa che la prevenzione è tutto!
10. Il milanese quando nevica e va a letto la sera comunque è contento e orgoglioso di se stesso: se mai ce ne fosse stato bisogno anche oggi ha dimostrato al resto d’Italia che nulla può fermarlo e che i danè lui se li conquista e non li ruba mai perché si sa che “A Milan, anca i moron fann l’uga!”