Lahore: una famiglia Cristiana al parco giochi

Khalid ha 5 anni e da almeno 6 mesi, assieme al fratellino Kamhil, ripetutatemente chiede alla mamma e al papà di portarlo al parco giochi di Lahore perché i suoi amichetti gli hanno detto che ha dei giochi bellissimi. Per settimane papà Ahmed e mamma Minal hanno preso tempo rimandando la gita perché preoccupati che il loro essere Cristiani fosse un pericolo per i loro figli. Avevano anche provato a spiegare a Khalid le loro preoccupazioni: “piccolo mio…devi sapere che ci sono molte persone cattive che potrebbero farci del male perché andiamo in chiesa e siamo Cristiani, per questo io e papà siamo preoccupati…“; il più delle volte il bambino però rispondeva: “io non so cosa vuol dire Cristiano mamma. Lì ci sono le giostre e io ci voglio andare, anche Khamil ci vuole andare!

Dopo una lunga attesa, vedendo che oramai la situazione per i cristiani sembrava essersi stabilizzata, una settimana fa papà Ahmed è tornato a casa con una sorpresa per la sua famiglia: aveva comprato 4 biglietti per il parco giochi di Lahore e avrebbe portato tutti lì per festeggiare la Pasqua! La gioia di Khalid e Khamil era incredibile. I due bambini hanno abbracciato il papà perché gli stava facendo il regalo più bello che avrebbero mai potuto desiderare, la casa si è riempita di urla e grida di felicità, a mamma Minal sono uscite delle lacrime di gioia al vedere i suoi figli così contenti.

Per una settimana in casa non si è parlato d’altro. Khalid e Khamil hanno raccontato a tutti i loro amici del regalo che avevano ricevuto. I due bambini continuavano a ripetere ai genitori che avrebbero provato tutte le giostre del parco. Mamma e papà sorridevano quando li sentivano dire così. Erano felici di vederli così contenti ed erano felici di poter finalmente fare qualcosa in famiglia, tutti insieme, il giorno di Pasqua poi.

La mattina di Pasqua è stata incredibile. Usciti dalla Santa Messa Khalid e Khamil erano in totale fibrillazione, correvano avanti e indietro lungo il sagrato della chiesa. Erano impazienti di andare al parco giochi al punto che non volevano farsi sbaciucchiare per ricevere gli auguri di Pasqua da nessuno degli amici di mamma e papà. La loro energia e voglia di vivere metteva tutti di buonumore al punto che, spinto dalla loro carica, papà Ahmed dice: “cosa ne dite se andiamo direttamente da qui al parco invece che passare da casa come avevamo detto?” Khamil e Khalid rispondono urlando insieme di sì e corrono ad abbracciarlo. Mamma Minal invece guarda suo marito e, a bassa voce, gli chiede: “Ahmed…e le due uova di Pasqua che gli avevamo preso per fargli una sorpresa quando gliele diamo?“; “Non ti preoccupare Minal, le apriamo stasera: sarà una giornata speciale e la concluderemo mangiandole insieme una volta tornati a casa. Vedrai che ne saranno felici i bambini“. 

Risolti gli ultimi dubbi allora i quattro vanno insieme felici al parco. I bambini non stanno un attimo fermi. Appena arrivati iniziano a correre in giro come dei matti, papà e mamma li guardano, sono totalmente innamorati di loro. Dopo qualche tempo il piccolo Khamil chiede alla mamma se può andare sull’altalena e se lei lo può spingere perché da solo non ce la fa. Mamma Milan è ben felice di accontentarlo ed anche Khalid lo segue perché ci tiene a spingere il fratellino per insegnargli ad andare da solo. Papà Ahmed guarda la scena conquistato dalla bellezza della sua famiglia: è così fiero di quello che, assieme a sua moglie, sta costruendo. Con questo pensiero, mentre Khalid spinge Khamil sull’altalena e senza dar peso a quell’uomo con lo zaino appoggiato all’albero accanto alla loro altalena, si avvicina alla moglie, l’abbraccia e la bacia. I due piccoli, vedendo la scena, fanno le facce schifate ed indicano i genitori urlando “bleeeah che schifo si baciano ahahahahah!“. Minal e Ahmed allora si gettano sui due figli e insieme i quattro si ritrovano per terra abbracciati a ridere come dei pazzi.

Immersi nelle risate si rotolano nell’erba verde del parco quando d’improvviso sentono una fragorosa esplosione e tutto si trasforma diventando bianco.

In serata arriva la rivendicazione del gruppo terrorista Jamaat-ul-Ahrar: “abbiamo commesso l’attentato di Lahore perché i cristiani sono un nostro obiettivo, e faremo altri attentati di questo tipo in futuro“.

Ho inventato questa storia perché ai terroristi che pensano di aver vinto vorrei urlare che la Pasqua Cristiana contiene in sé l’invito al mondo intero di lottare per affermare che “è folle uccidere in nome di Dio perché Dio è speranza, è vita“.

Ho inventato questa storia perché ai terroristi che pensano di aver vinto vorrei urlare che la Pasqua Cristiana contiene in sé la promessa di una vita oltre la morte, una vita in cui Khamil e Khalid hanno mangiato quelle uova di Pasqua che i genitori gli avevano preparato come sorpresa finale di quella magnifica giornata.

Giulio Regeni: le prossime 5 spiegazioni del governo egiziano sulla sua morte

Dopo la fantasiosa spiegazione lanciata ieri sui media dalla polizia egiziana che ha suscitato in Italia un misto di incredulità, rabbia e stupore per la demenza delle menti che l’han pensata, il governo egiziano, per mettere fine alla questione e formulare delle proposte che l’opinione pubblica nel nostro paese possa accettare, ha preparato una bozza di 5 possibili “nuove” spiegazioni su chi siano gli assassini di Giulio e sul perché lo abbiano fatto.

Eccone di seguito un’anteprima:

1. Giulio Regeni è stato ucciso da un kebabbaro del Cairo perché non ha apprezzato il gusto del suo kebab. Neppure 5 giorni di torture sono stati sufficienti a sciogliere il dubbio del kebabbaro e del suo team: “non li piaceva la salsa o la carne era cotta male?

2. Giulio Regeni è stato ucciso da un tour operator egiziano che lo aveva portato a vedere le piramidi su un cammello generando nel giovane italiano però un fastidioso arrossamento intercosciale: “bisognava azzittire quel ragazzo altrimenti tutti i turisti stranieri avrebbero saputo che i cammelli sono scomodi!

3. Giulio Regeni è stato ucciso da una famiglia apparentemente normale del Cairo presso cui Giulio insegnava italiano perché il giovane si era rifiutato di vedere per la settima volta in una sola giornata “il principe d’Egitto“.

4. Giulio Regeni è stato ucciso da alcuni archeologi egiziani perché all’interno della tomba di Tutankamon si voleva fare un “Selfie con la mummia“.

5. Giulio Regeni è stato ucciso da un cane randagio perché, nonostante l’animale sembrasse già innervosito di suo, il ragazzo gli si è ugualmente avvicinato per provare a calmarlo invece di andarsene.

Ovviamente tutti questi possibili assassini sono già stati uccisi dalla polizia egiziana che, con il desiderio di riportare ordine nel paese, si è così assicurata che nessuno di essi possa più parlare. Valutazioni sull’ordine con cui presentare ognuna di queste versioni all’opinione pubblica italiana e internazionale verranno effettuate nelle prossime ore.

Arrivato a questo punto mio caro lettore innanzitutto mi congratulo per la tua resistenza al leggere “stronzate” ma penso sia doveroso darti una spiegazione sulla natura di questo articolo.

Io credo che se non si è in grado di ironizzare su un fatto, specialmente se brutto, in un modo che tenga conto del dramma (o della gioia se il fatto è bello) che si sta vivendo allora non si è davvero liberi di guardare a quel che accade con verità. L’augurio è dunque che nessuna delle parti in causa in questo dramma, non per un desiderio di vendetta ma per uno di giustizia, smetta mai di cercarla questa verità.

Lo shopping secondo Vendola

Per settimane e settimane si è discusso fino a che i maroni di tutta Italia fossero fracassati su sta maledetta legge delle unioni civili e sulla stepchild adoption.

Ripetutamente si sentivano personaggi di spicco, da Renzi alla Boldrini, dichiarare che si sarebbe dovuto votare la legge Cirinnà senza modifiche di alcun tipo “perché frutto di lunghe e interminabili mediazioni“.

Sempre questi moralisti dello spettacolo travestiti da politici si sono per settimane dedicati a far passare il messaggio che gli oppositori dell’adozione del figliastro volessero impedire che alcuni uomini si amassero….
Vi sembrerà assurdo miei cari lettori ma sui social era pieno di quella “flotta di imbecilli” che Umberto Eco aveva ben identificato che passava le giornate a scrivere cose del tipo: “io me ne vado da un paese che vuole impedire l’amore“, “siamo tornati al Medioevo“, “quello non si chiama utero in affitto ma maternità surrogata” e altre assurdità del genere.

Mi preme sottolineare una cosa ora che la legge è passata: di impedire che due si amino non gliene frega niente a nessuno! Sgombriamo ogni dubbio! Due uomini, due donne o un uomo e un cane, chi se ne frega!

Oggi che viene fuori la notizia che Vendola e il suo fidanzato (o fidanzata boh), uccidendo quel che rimaneva del comunismo secondo cui a tutti dovevano essere date le stesse opportunità, sono andati negli Stati Uniti a pagare una cifra tra i 135000€ e i 170000€ per comprarsi un figlio, improvvisamente il moralismo che per settimane ha riempito i social e le dichiarazioni di politici con frasi del tipo “facciamo vincere l’amore” viene sostituito dallo sgomento di scoprire che davvero esistono degli uomini che pagano delle donne per trasformarsi in una sorta di forno che gli tiene in caldo, come fosse una torta, un figlio per 9 mesi facendolo crescere ben bene così da permettergli di riceverlo bello stagionato e forte.

Dato che ci preme che Vendola sia davvero soddisfatto, ci auguriamo perlomeno che dopo tutta questa spesa l’acquisto comprenda anche garanzia e possibilità di reso nel caso il pacco non rispetti i criteri e le aspettative di chi se lo è comprato…mettete che Niki voglia un pargolo con gli occhi azzurri e invece gli viene fuori un ragazzetto con gli occhi marroni! Pensate che shock!!!

Ma non è qui che finisce la cosa che ci fa incavolare.

La Boldrini oggi ha detto che ha dei dubbi sulla moralità dell’utero in affitto!
Renzi ha detto che la discussione sulle unioni civili ha evidenziato che il paese è contrario alla pratica dell’utero in affitto!

Ma che fanno ci prendono per il culo?!

Fino a settimana scorsa la legge doveva essere votata così com’era…

Ma non hanno cambiato idea solo loro eh, questo discorso vale anche per tantissimi giornalisti e persone comuni che hanno riempito di sciocchezze pagine e pagine di giornali o hanno postato su Facebook e Twitter per settimane articoli che non ponevano a tema la questione principale o meglio, fingevano di non vederla perché in quel momento “vendeva” di più essere a favore delle unioni civili che altro.

Fa però impressione vedere la sollevazione popolare che oggi si è scatenata contro questa assurda pratica. Per la prima volta sembriamo tutti uniti a condannare questo gesto, non solo nelle case delle normali famiglie italiane come già avviene da settimane, ma anche su quei social network che tanto sono stati usati per bollare come “medievali” coloro che vedevano un enorme rischio nella stepchild adoption.

La Boschi negli scorsi giorni ha detto che il PD sta preparando una nuova legge sulle adozioni in cui verrà riproposto il tema dell’adozione del figliastro. La Cirinnà ha detto che questa legge è quasi pronta.

Da questo blog allora parte una proposta che permetta a tutti di aiutarci ad avere una discussione leale e vera quando verrà posta sul tavolo la questione: prima che una qualsiasi legge di questo tipo arrivi alla Camera o in Senato facciamo votare al parlamento una legge che considera un criminale un italiano che va all’estero a usufruire della pratica dell’utero in affitto! Renzi stesso ha detto che è una “pratica abominevole“!

In questo modo veramente potremo discutere in un modo più ragionevole del buono e giusto desiderio di paternità che un gay non ricco ha, evitando settimane di manifestazioni in piazza che si contrappongono ma tra di loro non parlano.

Che ne dite?!

Nel frattempo in bocca al lupo e benvenuto a Tobia che non ha colpe e in tutta questa storia non solo non centra nulla ma è la cosa migliore e più bella che sia accaduta.

Unioni Civili: le 10 differenze tra gli etero pro e contro la legge

Il 28 arriva in parlamento il decreto Cirinnà per legalizzare le unioni civili e la stepchild adoption. In questi giorni il dibattito è vibrante sui social network anche tra gli etero: voi in che calderone vi inserite?! Siete nel gruppo su Facebook degli etero a favore della legge o in quello che promuove il Family day del 30 Gennaio prossimo?! Vi sembrerà una scelta da poco ma scegliere un gruppo piuttosto che un altro fa capire tante cose di come siete fatti!

L’etero contro le unioni civili quando guarda il signore degli anelli e Frodo non getta l’anello nel Monte Fato urla come un pazzo e si chiede perché non lo faccia; l’etero a favore delle unioni civili invece spera sempre che Frodo l’anello non lo butti mai, lo regali a Sam e i due si sposino.

L’etero contro le unioni civili si rompe a guardare “Uomini e Donne“; l’etero a favore delle unioni civili invece vorrebbe vedere anche “Uomini e Uomini” e “Donne e Donne“.

L’etero contro le unioni civili quando vede un “fallo” da dietro in una partita di calcio si imbestialisce e chiede il cartellino rosso; l’etero a favore delle unioni civili quando vede lo stesso “fallo” da dietro in una partita di calcio non vuole che l’arbitro fischi perché quello è un gesto d’amore.

L’etero contro le unioni civili non scrive mai su Twitter perché non voterebbe la legge; l’etero a favore delle unioni civili invece ogni tre minuti twitta cose sull’amore.

L’etero contro le unioni civili pensa che Maroni sia un cretino perché scrivendo “Family Day” sul Pirellone ha creato un pretesto per far odiare ancora di più la manifestazione del 30 Gennaio a Roma; l’etero a favore delle unioni civili invece Maroni lo ringrazia perché gli ha servito su un piatto d’argento una giornata di tweet contro l’omofobia.

L’etero contro le unioni civili non porta a spasso i cani perché non li ha; l’etero a favore delle unioni civili invece tratta i suoi cani come i figli che non ha.

L’etero contro le unioni civili compra l’iphone anche se Tim Cook è gay; l’etero a favore delle unioni civili se sente invece un imprenditore non supportare le adozioni gay inizia a twittare come un matto di non comprare più prodotti da lui.

L’etero contro le unioni civili ha davanti un mondo che gli spiega che se uno bestemmia in una partita di calcio è solo perché si è lasciato trasportare dall’ira del momento; l’etero a favore delle unioni civili invece si incazza contro il Sarri di turno perché non ha mai giocato una partita di pallone.

L’etero contro le unioni civili (ogni tanto almeno) si chiede se desiderio e diritto siano la stessa cosa; l’etero a favore delle unioni civili non ha invece dubbi sul fatto che queste due parole siano sinonimi.

L’etero contro le unioni civili è omofobo; l’etero a favore delle unioni civili è invece un mix tra un innovatore e un missionario che si batte per i “diritti” degli altri…

Questa è la realtà, o per usare una parola che va molto di moda oggi questa è la “modernità“, e dunque miei cari lettori scegliete il gruppo su Facebook in cui entrare e accettatene le conseguenze!

Unioni Civili: desiderio è diritto?!

Sempre più nelle ultime settimane il tema delle Unioni Civili è riportato nelle prime pagine dei giornali ed è argomento di dibattito per molti.
Il decreto legge di Monica Cirinnà avrebbe lo scopo di normare queste unioni e dare dei diritti a chi al momento, così sostiene il decreto, non ne ha.
Tentando di guardare oggettivamente a quel che sta accadendo l’impressione è che purtroppo un dialogo tra chi è favore e chi è contro questa legge non sia stato possibile.
La politica si è rivelata realmente incapace di iniziare un dibattito costruttivo sui temi reali che una legge di questo genera implica e dunque da ambo le parti sentiamo le ideologiche urla di chi dice “permettiamo a chi si ama di amarsi per davvero; chi è contro questo decreto legge non vuole permettere a tutti di essere felici“, oppure invece “questa legge promuove l’utero in affitto, e se così non è certamente ne apre la strada“.
Questo blog non è un quotidiano nazionale letto da migliaia di persone per cui non ha la pretesa di poter dare un contributo sostanziale a un tema così complesso ma, a me che scrivo, piacerebbe mostrare che un dialogo reale su questa tematica sia possibile.
Non è infatti ragionevole pensare che chi è gay non si incazzi quando sente la frase sull’utero in affitto e non è ragionevole pensare che i presunti conservatori, così d’improvviso, mettano da parte la loro storia e la loro identità e comincino a gridare ai quattro venti che è cosa buona e giusta che due uomini possano adottare un bambino.
Per poter iniziare un dialogo serve però mettere da parte il lato ideologico che alberga in ognuno di noi e descrivere i fatti così come sono!
Il decreto Cirinnà, da un lato non promuove ad oggi l’utero in affitto e non mi sento di dire che ne apre la strada, ma dall’altro è stato indubbiamente presentato in modo terrificante (questa non è un’opinione ma è un fatto oggettivo), se non mi credete e non avete voglia di andarlo a leggere rispondete a questa domanda: vi pare possibile parlare di “stepchild adoption” che in italiano si traduce in “adozione del figliastro“????
Voi vorreste essere dei figliastri o dei figli?! Come si fa a parlare di adozione di un FIGLIASTRO per promuovere un decreto legge della repubblica?! Figliastro è un dispregiativo: lo insegnano alle elementari cazzo!
Il dispiacere principale però non è questo, ma è che non si sia discusso di quello che personalmente a me che scrivo sembra il punto da cui partire per un dialogo e cioè: se io desidero qualcosa, qualcosa anche di bello, allora ho il diritto di averlo?
Estremizzando il concetto per spiegare cosa intendo: se a me oggi viene il desidero di fare il calciatore in serie A ma nella vita ho scelto di studiare in università e di non giocare a calcio allora ho il diritto di giocare in serie A?
Ho volutamente forzato questa domanda perché fossero chiare le due successive:
Se io che sono un uomo desidero un figlio ma sto con un altro uomo allora ho il diritto di averlo?
Se io che ancora non sono niente perché non sono ancora nato desidero di essere un figlio, allora è giusto che quando nasca diventi invece un figliastro perché i miei doppi padri avevano il desiderio di avermi?

Mi interessa sapere, miei affezionati lettori, come rispondete a queste domande!

Ora dico la mia: in questi anni si parla tanto di libertà che, declinata nel tema di cui stiamo discutendo diventerebbe il permettere a tutti di amare liberamente un altro di qualsiasi sesso sia. Personalmente credo che nessuno possa dirsi contrario a questo se ci pensa: nelle mie giornate ad esempio non mi interessa lavorare dicendo che due gay non devono stare insieme, non me ne frega niente!
Quel che però nelle mie giornate è interessante è affrontare non solo con libertà ma anche con responsabilità le scelte e le cose che capita di vivere.
Libertà e responsabilità non possono essere due cose disgiunte!
Io, da uomo, ho il diritto di affermare di amare un altro uomo o di amare una donna ma non ho il diritto, sebbene vada contro mio qualche desiderio, di non affrontare con responsabilità quel che questa libera scelta genera.
Io, bambino però che non sono ancora nato, ho invece un solo diritto: “voglio avere la possibilità di essere chiamato figlio e non figliastro”.

Giubileo Straordinario della Misericordia: la risposta della Chiesa a terrorismo e guerra

Dopo gli attacchi di Parigi e le settimane di tensione che ne sono seguite i leader dei più grandi paesi di tutto il mondo hanno fortemente reagito di fronte alla minaccia jihadista nei modi più diversi…

1. Hollande, presidente Francese, avendo bisogno di mostrare forza al suo popolo, ha cominciato bombardamenti massicci sulla Siria cercando alleanze in tutto il mondo.

2. Obama, presidente statunitense, ha dichiarato che l’Isis sarà estirpato dalla faccia della terra ma poco ha cambiato rispetto a quanto ha fatto sinora.

3. Merkel e Cameron, presidenti tedeschi e britannici, si sono accodati ai bombardamenti francesi seguendo le richieste di Hollande.

4. La NATO non fa niente.

5. Putin e Erdogan, presidenti russi e turchi, hanno deciso di usare l’Isis per farsi la guerra tra loro.

6. Renzi, presidente italiano, “non segue i bombardamenti altrui”.

7. Michel, presidente belga, ha fatto finta per 10 giorni di bloccare il suo paese alla ricerca di terroristi che, non essendoci confini, probabilmente se ne erano da giorni già andati via incontrollati.

8. Assad, presidente siriano, non si muove da dov’è.

Tutto questo evidenzia l’inadeguatezza delle reazioni di chi comanda il mondo che finge di non vedere che parte della sfida si gioca anche qui in Europa, tra le nostre case. I terroristi francesi erano europei! La sfida di una giusta integrazione la giochiamo qui noi!

L’unico che sembra averlo capito è Papa Francesco che, alle minacce che arrivano dal terrorismo e ai continui atti di guerra che si susseguono in questi giorni, risponde con il Giubileo Straordinario della Misericordia: un anno straordinario in cui al centro del nostro agire sia la misericordia, il perdono. 

Fa strano parlare di perdono in questo periodo storico no?!

A conferma di ciò, dopo quella di Bangui nella Repubblica Centroafricana, la prima Porta Santa aperta in Italia è stata infatti quella dei carcerati. 

Durante la celebrazione tenuta stamattina Papa Francesco ha detto: “Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia…abbandoniamo ogni forma di timore è paura perché non si addice a chi è amato; viviamo, piuttosto, con la gioia dell’incontro con la grazia di uno che è amato.”

In questo stesso blog, reagendo ai fatti di Parigi, ci chiedevamo cosa sarebbe stato di noi se fossimo nati a Raqqa, capitale dell’Isis…siamo forse per natura migliora di loro?

Ecco che il Papa dà una risposta a questo quesito valida per tutti: “la chiesa tiene le porte aperte per tutti!”

Sarebbe bello se in un anno, che non è poco tempo, raggiungiamo l’obiettivo di riappacificarci con parenti e amici con i quali, per ragioni più o meno nobili, non parliamo da tempo. 

Non è forse anche più bello e interessante usare i fatti di Parigi in questo modo?!

Smettiamo di decidere se sia giusto bombardare o meno la Siria a chi ha il potere di farlo e cambiamo il mondo con il nostro solo modo di vivere, questo sembra dirci Papa Francesco.

È possibile perdonare chi ci ha fatto un torto?! 

È possibile trattare l’altro come un Bene?!

Non vuol dire forse questo poi l’auspicio pluricitato in queste settimane “difendiamo i nostri valori”?!

E allora daje proviamoci…buon anno della Misericordia a tutti!

I 10 falsi allarmi più assurdi di questa settimana

1. Terrore a Milano: trovata camicia Combipel in Via Montenapoleone. Evacuata l’intera zona.

2. Panico a Venezia: non si trova più l’alta marea.

3. Follia nel centro milanese: liceale dimentica zaino sul tram. Putin lo bombarda e rade al suolo il mezzo. ATM annuncia sciopero di una settimana.

4. Shock a Napoli: giovane in un ristorante dichiara “questa pizza è una bomba!” Svenimenti in tutta la città.

5. Disagi Trenitalia: continui allarmi bomba sulla linea ferroviaria. Treni in orario. Sconvolti i pendolari costretti ad entrare in anticipo in ufficio.

6. Vergogna in un parchetto milanese: giovane donna porta a giocare suo figlio e trova solo altre donne con i loro cani. Il bambino scoppia a piangere. Panico tra i cani e i padroni. La polizia invita la donna e il figlio a tornarsene a casa “per non disperdere le energie delle forze dell’ordine”.

7. Sveglia shock in Italia. Per non diffondere la paura da oggi i “Bomboloni” alla crema si chiameranno “Paciocconi”. Suicidi in Puglia e nel sud d’Italia.

8. Figuraccia del mondo del calcio. Ragazzo giocando al parco con gli amici, dopo aver scoccato un gran tiro, esclama: “che bombaaaa!!”. Partita sospesa. Fuga generale. Vietate tutte le partite al parchetto d’Italia.

9. Orrore nel Salento: anziana signora invita figli e rispettive famiglie per un pranzo domenicale a base di orecchiette, cannelloni, melanzane, polpette, pittule, pasticciotti e gelato. Terrificante la puzza di uovo marcio proveniente dal bagno della signora nel pomeriggio. Maschere antigas distribuite alla cittadinanza nel timore di un attacco chimico.

10. Che spavento sul volo Ryanair Catania – Milano: inspiegabilmente parte e arriva in orario. Nessun applauso all’atterraggio.

Sono passati ormai dieci giorni dai terribili fatti di Parigi e ancora oggi la capitale francese, così come Bruxelles, sembrano territori di guerra. 
La paura, chi più chi meno, ci ha colpiti tutti e dunque, in questa settimana, si sono susseguite continue segnalazioni di pericolo anche qui in Italia.
Oggi è lunedì però e siamo rimessi davanti alla nostra quotidianità: evitiamo dunque di farci troppe pippe e facciamo al meglio quel che abbiamo da fare.
Solo questo è il metodo con cui potremo difendere e lottare per quei valori e per quella libertà che la tradizione Cristiana ha permesso a noi Europei di avere oggi.

Dialogo tra un bambino e la sua mamma sotto le bombe di Raqqa

In questi giorni, a seguito dei tragici fatti di Parigi, io, così come chiunque, superato l’orrore e la rabbia per quanto accaduto, ho iniziato a pormi la domanda…e allora adesso? Cosa possiamo fare per fermare questi pazzi? 

Hollande ha risposto per noi iniziando bombardamenti massicci contro lo Stato Islamico e la sua capitale, Raqqa. Una parte di me è totalmente d’accordo perché pensa che la guerra contro l’Isis sia “solo” un atto legittimo di difesa ma un’altra, sarà anche per paura, mi ha portato a pensare a un bambino nato a Raqqa che non vede nulla se non degli aerei che gli bombardano la casa e non sa nulla se non quello che gli dicono i suoi genitori..ecco allora un dialogo ho immaginato tra lui e la sua mamma:

“Mamma scusami…posso chiederti una cosa?”

“Certo piccolo!”

“Perché ci sono tutti quei lampi nel cielo, e poi anche tutte quelle esplosioni e quel fuoco che non smettono mai…?!”

“Piccolo mio…ci sono persone nel mondo che fanno cose brutte e non vogliono che noi siamo felici”

“Perché non vogliono che siamo felici mamma?”

“Perché pensano che siamo cattivi”

“Ma noi siamo cattivi mamma?”

“No figlio mio no che non lo siamo…siamo semplicemente fedeli alla sacra legge musulmana ma molti, in questo mondo, non la capiscono e pensano sia malvagia”

“E hanno ragione mamma?”

“No figlio mio non hanno ragione, sono loro i cattivi, li chiamiamo infedeli perché non credono e non seguono la legge dell’unico Dio…Allah!”

“Ma papà non è mai a casa per colpa loro?”

“Si…il tuo papà è forte e coraggioso e combatte per difenderci e per andare in paradiso!”

“Mamma….ma secondo te anche io posso diventare come papà? Vorrei tanto essere coraggioso e forte come lui!”

“Lo sei già bello mio!”

“Mamma senti posso dirti un segreto….? A me quei lampi nel cielo e quei botti però fanno tanta paura…”

“Anche a me piccolo anche a me, ma non temere, siamo noi i buoni e alla fine vinceremo!”

“Mamma senti…ma visto che papà non c’è, posso dormire nel letto con te?”

“Certo piccolo mio vieni qui dalla tua mamma, sei al sicuro qui…”

Io, come tutti, voglio che l’Isis e il terrorismo vengano fermati e non ho la pretesa di dire come si possa fare (se vi interessa questo tema è pieno di pseudo-esperti in giro che ne han parlato)…la sola cosa che mi viene in mente però, osservando la veemente e naturale reazione del governo francese da un lato, e immedesimandomi in un bambino nato dentro lo stato islamico dall’altro, è che io non sono migliore di lui ma sono solo stato più fortunato a nascere a Milano. 

Non sarebbe forse bello però che anche per lui, così come per un bambino nato a Parigi, a Milano, a New York, a Mumbai o in Nigeria, ci sia una possibilità di salvezza in questo mondo…?! 

La guerra però questa possibilità te la toglie.

I 5 mutamenti di posizione in Europa nei confronti dei migranti

Dopo le tragedie degli ultimi giorni la percezione del fenomeno migratorio in Europa è profondamente mutata.

Ecco 5 incredibili campi di posizione avvenuti negli ultimi giorni:

1. La Merkel solo poche settimane fa diceva a una bambina siriana che in Europa non c’era posto per tutti i suoi connazionali in fuga dalla guerra, mentre oggi non pone limiti di numero al numero di rifugiati siriani che la Germania potrà accogliere.

2. L’Ungheria marchiava i migranti giunti a Bruxelles con un numero sul braccio e costruiva un muro lungo il confine con la Macedonia per “difendere i suoi confini”, mentre oggi apre le frontiere permettendo ai migranti di andare in Austria e poi in Germania.

3. Cameron dichiarava che la Gran Bretagna non avrebbe accolto alcun migrante nel suo paese, mentre oggi si dice disponibile a andare a prendere rifugiati siriani direttamente Siria, pensa a contribuire al lavoro della coalizione contro ISIS partecipando ai bombardamenti e con azioni di spionaggio.

4. Papa Francesco invita tutte le parrocchie, i monasteri, i santuari e le comunità religiose d’Europa ad organizzarsi per accogliere una famiglia di migranti a testa.

5. Il popolo europeo mette da parte tensioni e paure contro questi migranti e, dopo averli visti essere pronti a farsi a piedi i 250 km tra Bruxelles e Vienna, li accoglie con applausi, torte, caramelle, garantendogli il wifi gratuito in città per potersi connettere e ricevere informazioni: in poche parole si è smesso di trattare questi uomini come bestie. Molti cittadini austriaci stanno persino andando a prendere i profughi con la loro macchina in Ungheria facendo un gigantesco corteo di solidarietà!

L’immagine del piccolo Aylan che abbiamo visto qualche giorno fa ci ha scosso tutti a tal punto che, sebbene combattuti sulla reale necessità di pubblicare o meno la foto del bambino, la sensazione di vivere in un continente i cui valori fondanti ormai erano andati perduti si era diffusa in tutti i paesi dell’unione.

Personalmente ho trovato però eccezionale il modo in cui alcuni leader europei e, soprattutto, le persone “normali” abbiano mutato atteggiamento nei confronti di questi uomini, donne e bambini. Oggi Papa Francesco all’Angelus ha detto: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere “prossimi” dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta. Non soltanto dire: “Coraggio, pazienza!…”. La speranza è combattiva, con la tenacia di chi va verso una meta sicura”.

Vedere nostri concittadini europei preoccuparsi di fare gesti concreti per accogliere questi uomini fa pensare che forse, quei valori di umanità e democrazia che ci siamo sempre vantati di avere, forse non siano andati perduti del tutto.

Abbiamo trascorso mesi, come Italia soprattutto, a implorare l’Europa di aiutarci di più e alla fine è servito un fatto drammatico, esterno e lontano da noi, per farci ricordare chi siamo e ripartire!

Incredibile il potere di una foto no?!

Aylan: scusaci tanto e grazie…

Aylan…

Scusaci perché l’Europa e noi europei non siamo come avevi sognato;
Scusaci perché i nostri presunti “problemi” ci portano a non dare valore alla vita che abbiamo;
Scusaci perché sono mesi che litighiamo elencando pro e contro dell’immigrazione come si trattasse di discutere i risultati dell’ultima partita del campionato di calcio;
Scusaci per il nostro dannato cinismo;
Scusaci perché non abbiamo fatto nulla per salvare la tua casa a Kobane;
Scusaci perché a tre anni non si deve essere obbligati a scappare di casa e salire su un gommone per sopravvivere;
Scusaci per averti sbattuto in tutte le prime pagine del mondo soltanto oggi;
Scusaci perché non valevi meno di noi;
Scusaci perché, come Europa e come europei, ti abbiamo lasciato morire prima di accorgerci del valore che avevi.

Grazie perché, dando la vita per venire da noi, ci fai riscoprire l’enorme valore di quel che abbiamo;
Grazie perché ieri lavorare è stato completamente diverso;
Grazie perché il dolore di averti visto ci fa desiderare di non lasciare ad altri il compito di costruire un mondo migliore ma ci spinge a voler contribuire a farlo anche noi, nel piccolo della nostra quotidianità;
Grazie perché “l’urlo del tuo corpicino che giaceva a terra” ha scosso il mondo più di quanto sinora abbiano fatto discorsi, articoli e dibattiti in ogni angolo della Terra;
Grazie per averci fatto aprire gli occhi: fino ieri nessuno vi voleva mentre oggi la speranza di un’Europa capace di accoglienza è più viva.

Ora però Aylan, Galip e tutti voi uomini, donne e bambini di cui non sappiamo nomi e storie e che non siamo riusciti a salvare, nostro “compito” è non fermarci al solo contraccolpo sentimentale che avete generato, ma è “usare” questo dolore e questa tristezza per andare oltre i semplici discorsi che abbiamo fatto sinora: basta facili populismi e discorsi da bar!

Non siamo solo italiani, francesi, tedeschi, siriani…siamo tutti cittadini di questo stesso mondo e abbiamo tutti lo stesso desiderio di felicità: è arrivato il momento di smettere di chiederci se sia giusto o sbagliato salvare e aiutare questa gente, ma di discutere solo di come farlo, e se potranno esserci dei rischi anche per noi beh…credo valga la pena correrli.