Lahore: una famiglia Cristiana al parco giochi

Khalid ha 5 anni e da almeno 6 mesi, assieme al fratellino Kamhil, ripetutatemente chiede alla mamma e al papà di portarlo al parco giochi di Lahore perché i suoi amichetti gli hanno detto che ha dei giochi bellissimi. Per settimane papà Ahmed e mamma Minal hanno preso tempo rimandando la gita perché preoccupati che il loro essere Cristiani fosse un pericolo per i loro figli. Avevano anche provato a spiegare a Khalid le loro preoccupazioni: “piccolo mio…devi sapere che ci sono molte persone cattive che potrebbero farci del male perché andiamo in chiesa e siamo Cristiani, per questo io e papà siamo preoccupati…“; il più delle volte il bambino però rispondeva: “io non so cosa vuol dire Cristiano mamma. Lì ci sono le giostre e io ci voglio andare, anche Khamil ci vuole andare!

Dopo una lunga attesa, vedendo che oramai la situazione per i cristiani sembrava essersi stabilizzata, una settimana fa papà Ahmed è tornato a casa con una sorpresa per la sua famiglia: aveva comprato 4 biglietti per il parco giochi di Lahore e avrebbe portato tutti lì per festeggiare la Pasqua! La gioia di Khalid e Khamil era incredibile. I due bambini hanno abbracciato il papà perché gli stava facendo il regalo più bello che avrebbero mai potuto desiderare, la casa si è riempita di urla e grida di felicità, a mamma Minal sono uscite delle lacrime di gioia al vedere i suoi figli così contenti.

Per una settimana in casa non si è parlato d’altro. Khalid e Khamil hanno raccontato a tutti i loro amici del regalo che avevano ricevuto. I due bambini continuavano a ripetere ai genitori che avrebbero provato tutte le giostre del parco. Mamma e papà sorridevano quando li sentivano dire così. Erano felici di vederli così contenti ed erano felici di poter finalmente fare qualcosa in famiglia, tutti insieme, il giorno di Pasqua poi.

La mattina di Pasqua è stata incredibile. Usciti dalla Santa Messa Khalid e Khamil erano in totale fibrillazione, correvano avanti e indietro lungo il sagrato della chiesa. Erano impazienti di andare al parco giochi al punto che non volevano farsi sbaciucchiare per ricevere gli auguri di Pasqua da nessuno degli amici di mamma e papà. La loro energia e voglia di vivere metteva tutti di buonumore al punto che, spinto dalla loro carica, papà Ahmed dice: “cosa ne dite se andiamo direttamente da qui al parco invece che passare da casa come avevamo detto?” Khamil e Khalid rispondono urlando insieme di sì e corrono ad abbracciarlo. Mamma Minal invece guarda suo marito e, a bassa voce, gli chiede: “Ahmed…e le due uova di Pasqua che gli avevamo preso per fargli una sorpresa quando gliele diamo?“; “Non ti preoccupare Minal, le apriamo stasera: sarà una giornata speciale e la concluderemo mangiandole insieme una volta tornati a casa. Vedrai che ne saranno felici i bambini“. 

Risolti gli ultimi dubbi allora i quattro vanno insieme felici al parco. I bambini non stanno un attimo fermi. Appena arrivati iniziano a correre in giro come dei matti, papà e mamma li guardano, sono totalmente innamorati di loro. Dopo qualche tempo il piccolo Khamil chiede alla mamma se può andare sull’altalena e se lei lo può spingere perché da solo non ce la fa. Mamma Milan è ben felice di accontentarlo ed anche Khalid lo segue perché ci tiene a spingere il fratellino per insegnargli ad andare da solo. Papà Ahmed guarda la scena conquistato dalla bellezza della sua famiglia: è così fiero di quello che, assieme a sua moglie, sta costruendo. Con questo pensiero, mentre Khalid spinge Khamil sull’altalena e senza dar peso a quell’uomo con lo zaino appoggiato all’albero accanto alla loro altalena, si avvicina alla moglie, l’abbraccia e la bacia. I due piccoli, vedendo la scena, fanno le facce schifate ed indicano i genitori urlando “bleeeah che schifo si baciano ahahahahah!“. Minal e Ahmed allora si gettano sui due figli e insieme i quattro si ritrovano per terra abbracciati a ridere come dei pazzi.

Immersi nelle risate si rotolano nell’erba verde del parco quando d’improvviso sentono una fragorosa esplosione e tutto si trasforma diventando bianco.

In serata arriva la rivendicazione del gruppo terrorista Jamaat-ul-Ahrar: “abbiamo commesso l’attentato di Lahore perché i cristiani sono un nostro obiettivo, e faremo altri attentati di questo tipo in futuro“.

Ho inventato questa storia perché ai terroristi che pensano di aver vinto vorrei urlare che la Pasqua Cristiana contiene in sé l’invito al mondo intero di lottare per affermare che “è folle uccidere in nome di Dio perché Dio è speranza, è vita“.

Ho inventato questa storia perché ai terroristi che pensano di aver vinto vorrei urlare che la Pasqua Cristiana contiene in sé la promessa di una vita oltre la morte, una vita in cui Khamil e Khalid hanno mangiato quelle uova di Pasqua che i genitori gli avevano preparato come sorpresa finale di quella magnifica giornata.

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Giulio Regeni: le prossime 5 spiegazioni del governo egiziano sulla sua morte

Dopo la fantasiosa spiegazione lanciata ieri sui media dalla polizia egiziana che ha suscitato in Italia un misto di incredulità, rabbia e stupore per la demenza delle menti che l’han pensata, il governo egiziano, per mettere fine alla questione e formulare delle proposte che l’opinione pubblica nel nostro paese possa accettare, ha preparato una bozza di 5 possibili “nuove” spiegazioni su chi siano gli assassini di Giulio e sul perché lo abbiano fatto.

Eccone di seguito un’anteprima:

1. Giulio Regeni è stato ucciso da un kebabbaro del Cairo perché non ha apprezzato il gusto del suo kebab. Neppure 5 giorni di torture sono stati sufficienti a sciogliere il dubbio del kebabbaro e del suo team: “non li piaceva la salsa o la carne era cotta male?

2. Giulio Regeni è stato ucciso da un tour operator egiziano che lo aveva portato a vedere le piramidi su un cammello generando nel giovane italiano però un fastidioso arrossamento intercosciale: “bisognava azzittire quel ragazzo altrimenti tutti i turisti stranieri avrebbero saputo che i cammelli sono scomodi!

3. Giulio Regeni è stato ucciso da una famiglia apparentemente normale del Cairo presso cui Giulio insegnava italiano perché il giovane si era rifiutato di vedere per la settima volta in una sola giornata “il principe d’Egitto“.

4. Giulio Regeni è stato ucciso da alcuni archeologi egiziani perché all’interno della tomba di Tutankamon si voleva fare un “Selfie con la mummia“.

5. Giulio Regeni è stato ucciso da un cane randagio perché, nonostante l’animale sembrasse già innervosito di suo, il ragazzo gli si è ugualmente avvicinato per provare a calmarlo invece di andarsene.

Ovviamente tutti questi possibili assassini sono già stati uccisi dalla polizia egiziana che, con il desiderio di riportare ordine nel paese, si è così assicurata che nessuno di essi possa più parlare. Valutazioni sull’ordine con cui presentare ognuna di queste versioni all’opinione pubblica italiana e internazionale verranno effettuate nelle prossime ore.

Arrivato a questo punto mio caro lettore innanzitutto mi congratulo per la tua resistenza al leggere “stronzate” ma penso sia doveroso darti una spiegazione sulla natura di questo articolo.

Io credo che se non si è in grado di ironizzare su un fatto, specialmente se brutto, in un modo che tenga conto del dramma (o della gioia se il fatto è bello) che si sta vivendo allora non si è davvero liberi di guardare a quel che accade con verità. L’augurio è dunque che nessuna delle parti in causa in questo dramma, non per un desiderio di vendetta ma per uno di giustizia, smetta mai di cercarla questa verità.