MisterCaos: un poeta di strada di periferia

Cari miei amici lettori oggi ho in serbo per voi una sorpresa.
Per la sezione “Personaggi” Opinionandolo si è lanciato nella sua prima esperienza di intervista, e ha scelto di farlo con un personaggio realmente particolare e che merita di essere conosciuto: MisterCaos.
MisterCaos è un giovanissimo poeta di strada di San Donato Milanese che, per usare parole sue, dall’inverno 2013 assalta la strada a colpi di versi affiggendo per le vie di San Donato e di Milano alcune tra le sue poesie.

Vi starete forse chiedendo perché ho scelto di intervistarlo?
Magari della poesia di strada o della poesia in generale infatti non vi interessa nulla e avete tutto il diritto che sia così…questo ragazzo però ha qualcosa di realmente interessante da dire valido per tutti per cui aspettate ad abbandonare l’articolo!!!

Chi di noi infatti può dirsi capace di guardare a un suo presunto “limite” e farne la sua più grande risorsa?!
Chi di noi riesce a mettere da parte i castelli mentali su cosa il mondo si aspetta lui faccia nella sua vita e segue realmente i suoi talenti?!
Chi di noi usa il suo talento per migliorare la realtà di periferia in cui vive e non ne fugge via?!

Vi interessano questi temi?
Allora andate avanti a leggere!

1. MisterCaos, leggendo la biografia sul tuo sito, ti definisci poeta e artista: da dove è nata questa passione e che cosa hanno significato per te nella tua vita l’arte e la poesia, al punto da farle diventare il tuo lavoro?

Il tutto parte da un avvicinamento alla cultura hip hop, e l’attrazione verso il mondo del graffito, del rap e della street art, interessi paralleli a quello della scrittura. Portandoli avanti in modo costante sono inevitabilmente confluiti in uno stesso bacino, che ha preso il nome di MisterCaos, poeta (più o meno) e artista (ci proviamo).
Le passioni dapprima rappresentano degli interessi che accompagnano il tuo crescere poi, se davvero si riesce a credere in quello che si sta facendo, in modo naturale diventano la tua vita (o il tuo lavoro). Succede anche nello sport, nella vita politica e in diversi altri campi.

2. Negli ultimi tempi sulla tua pagina Facebook hai mostrato molte fotografie di te in versione “Maestro Caos” nelle scuole elementari: perché vai a insegnare ai bambini? Cosa gli racconti?

Credo che ci sia molta ignoranza verso il mondo delle arti di strada.
Si confondono i graffiti con la street art, e della poesia di strada spesso non si conosce per nulla.
Io semplicemente racconto cosa c’è li fuori: come si cataloga, come si riconosce e come lo si può apprezzare, perché è importante che ci sia, perché è nato e a cosa serve.
Cerco sempre anche di rompere alcuni luoghi comuni e stereotipi che si sono radicati del background culturale popolare rispetto a “quelli che scrivono sui muri”.

3. Dal 20 Ottobre al 9 Novembre scorso si è tenuta la tua prima mostra dal titolo “Cose a Caos” a San Donato Milanese: perché, tra tutti i possibili, hai scelto proprio questo titolo?

Cose a CAOS” nasce dall’esigenza prettamente personale di fare ordine verso tutto quello che ho fatto da quando ho iniziato ad oggi.
Quale nome migliore per “riordinare” le idee? Un titolo da leggere su più livelli, come spesso cerco di fare con le mie poesie, e allo stesso tempo un sigillo identificativo di cosa andavo a fare.

4. Mi devo esporre…tra tutte le tue opere che ho visto La Periferia è il respiro grezzo di una strada messa tra “virgolette” è quella che forse mi ha colpito di più. In un tuo post, al termine della tre giorni di lavoro che tu e altri artisti avete fatto nel tuo quartiere a San Donato hai scritto: “Tutte le sfumature della periferia. La mia periferia, quella che mi ha portato qui, e che per 3 giorni è diventata il centro del mondo“. Cosa è accaduto in quei tre giorni? Perché, guardando alla tua esperienza, provenire da una zona di “periferia” non è una sfiga?

Non so dirti perché non è una “sfiga” (per me è una figata); personalmente mi sono sempre spinto per trasformare i difetti in punti di forza, o comunque spunti da cui partire. Ad esempio, sono dislessico e ho scelto di focalizzare il mio modo di fare arte usando solo le parole (e tutto quello che le circonda).
Forse è solo una sorta di riscatto sociale, o qualcosa di simile. So solo che nonostante tutto quello che si dica sulla mia periferia (cerca “via di vittorio” su google), essa è il posto che mi ha tirato su, nella quale ci sono nato per Caos, e a cui sono molto riconosente.
Tornando alla prima domanda: abbiamo semplicemente (con il resto dei writer e street artists di San Donato Mil.se) creato un evento che arricchisse il quartiere.
Ti lascio qualche numero:
70 artisti da tutto il mondo (Italia – Lombardia, Piemonte, Friuli, Sardegna – Spagna, Svizzera, Hong Kong);
25 pareti 6×12 metri (il che fa rientrare l’evento tra i primi 5 mai realizzati in Italia per dimensione);
2000 spray, 150 kg di vernice, 7 bracci meccanici, 3 impianti audio distribuiti per tutta la via, 4 situazioni sportive differenti in contemporanea (box, crossfit, calestenic, basket), animazione per bambini, stand di tattoo, e ancora… Un festival a 360°.
Un botto di critiche (infondate e di strumentalizzazione politica);
Tantissima voglia di divertirsi.

5. E per il 2016 cosa hai in mente? Ci sono già progetti in vista?

Le idee son sempre troppe e a volte si sovrappongono. Ho già in cantiere un po’ di murate da realizzare. Saty Caos.

6. Ti va di salutarci con una poesia delle tue?

Appassionarsi controvento, per lasciar che i sogni prendano il sopravvento

Avete capito cosa intendevo?

MisterCaos è un ragazzo normale di una zona periferica che è stato in grado di guardare a sè e a cosa fosse bravo a fare in maniera realmente vera e questa vi sfido a dire che non sia una cosa dannatamente difficile da fare! Ancora più difficile è poi scegliere di usare un talento per (sempre usando parole presenti nella biografia sul suo sito) prediligere sobborghi degradati e quartieri marginali, con l’idea di riportare l’arte e la poesia tra la gente. Questo è qualcosa che, anche se di arte e poesia apparentemente non vi interessa nulla perché siete grezzi come me che scrivo, è però vero anche se fate gli avvocati, i medici, i parrucchieri, gli ingegneri, i panettieri o qualsiasi altro mestiere!
Non sarebbe più figo lavorare sapendo che si può farlo anche così?!
Per questo val la pena seguire MisterCaos e per questo io lo seguo: se vi inizia a interessare e di lui volete sapere di più, qui c’è scritto come vedere che razza di Cose a Caos combina.

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