Auguri di Natale nei gruppi Whatsapp?! Fanculo!

Già lo sapevamo ma è ogni anno il top scoprire quanto sia figo il Natale:

A Natale puoi mangiare e bere come una bestia e non ricevi quei terrificanti sguardi di disgusto da parte di tutta quella parte del mondo che dà valore alla linea;

A Natale puoi startene a casa da scuola o da lavoro per un sacco di giorni senza doverti giustificare con nessuno;

A Natale puoi guardare film dove cani o renne o bambini o una magica combo di questi tre personaggi salvano in maniera eroica e commovente  il Natale da una fine certa;

A Natale puoi fare molti giochi da tavolo, di carte o tombolate senza passare per un dodicenne non cresciuto abbastanza;

A Natale la gente ti fa i regali e le pubblicità della TV dicono che siamo tutti più buoni!

Per questo il Natale è quel periodo troppofigo dell’anno in cui, senza sapere più perché, siamo carichi come delle mine, torniamo a essere bambini, e abbiamo voglia di urlare al mondo che siamo contenti!

Ma qualcosa ce lo impedisce….

Vi chiederete cosa sia forse…ebbene: 

Quanti di voi si sono alzati contenti questa mattina pronti ad affrontare l’endurance di questa giornata di festa con la voglia di fare gli auguri ad amici e parenti come si fa nelle occasioni più belle?!

E allora che rabbia quando, appena sveglio, pensi a un collega di lavoro a cui vuoi far gli auguri ma nel gruppo Whatsapp “Sfascio Colleghi” tutti gli auguri se li sono già fatti….

Ti viene in mente allora un vecchio amico di università ma nel gruppo Whatsapp “Libri al Rogo” gli auguri se li sono già fatti tutti alle tre di stanotte,

La tenti coi cugini ma nel gruppo Whatsapp “Famiglia allargata” i ragazzi sono già partiti a inviarsi le foto dei regali!

Ma fanculo!!!!

I gruppi Whatsapp stanno distruggendo gli auguri di Natale!

Allora tu potresti dire: “beh mi adeguo e faccio gli auguri nei gruppi pure io“, ma se cedi devi stare attento a come li fai!

I gruppi Whatsapp come si deve hanno dentro almeno 15 persone e non puoi urtare la sensibilità di nessuno e dunque:

Niente parolacce nel gruppo di parenti!

Niente foto di tipe fighe vestite da sexy babbo Natale se ci sono donne, mogli o fidanzate nel gruppo!

Niente foto di presepi se ci sono “non cattolici” che altrimenti sentono turbata la loro sensibilità…il Natale è solo una tradizione in quei gruppi e nulla di più!

Niente insulti al capo nel gruppo dei colleghi perché di sicuro ci sarà una spia pronta a usare ogni tuo messaggio a suo vantaggio e contro di te!

Niente foto di figli se c’è gente che i figli non li vuole perché il mondo è un baratro e metterli al mondo è da pazzi: “prenditi un cane piuttosto no?!”

E allora per sto Natale io dico fanculo ai gruppi whatsapp! Siete d’accordo?!

In ogni caso…buon Natale a tutti voi miei cari lettori e alle vostre famiglie! Questo giorno è il top, viviamolo realmente e non in un mondo virtuale! Buone mangiate!! 

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Le 7 cose che l’influenzato invernale si sente in diritto di fare

Siamo nel bel mezzo della stagione dell’influenza e tutti noi, perlomeno una volta nella vita, ne abbiamo beccato una che ci ha obbligati a casa per giorni…giorni in cui ci sentiamo in diritto di tirare fuori la bestialità che è in noi. Ecco alcuni esempi di cosa siamo in grado di fare:

1. L’influenzato invernale, per tutta la durata della sua degenza, si tiene il pigiama, fa attenzione a non lavarsi rigorosamente mai e farsi la barba è una idea che nemmeno gli sfiora la testa. In questo modo dopo pochi giorni, su quella che una volta era una faccia, compaiono muschi, licheni e altre semplici forme di vita che lo rendono sempre più vomitevole alla vista di chi lo accudisce.

2. L’influenzato invernale, per tutta la durata della sua degenza, è il padrone della televisione: le serie tv, i film o le partite da guardare le decide solo lui. 

3. L’influenzato invernale, per tutta la durata della sua degenza, si lamenta costantemente e pretende di essere accudito con totale passione e dedizione. Se lui è a casa malato la sua ragazza non può uscire, i suoi amici non possono fare delle figate mentre cinema, ristoranti o qualsiasi altro luogo di aggregazione andrebbero chiusi: nessuno ha infatti il diritto di godersela se lui sta male…

4. L’influenzato invernale, per tutta la durata della sua degenza, non parla e non vuole ricevere domande perché chi lo accudisce deve sempre prendere la decisione giusta. Domande come “Vuoi mangiare? Se si di cosa hai voglia?” oppure  “Come stai? Ti senti ancora la febbre?” lo fanno sbiellare.

5. L’influenzato invernale, se costretto ad andare dal medico, vuole essere certo di non dover aspettare nemmeno un minuto in quell’angolo d’inferno pieno di germi e batteri chiamato “sala d’attesa”.

6. L’influenzato invernale, per tutta la durata della sua degenza, riscopre una smodata passione per il brodino caldo. Ne è talmente affascinato che obbliga chiunque sia con lui a mangiarlo a pranzo e cena esattamente come fa lui vietandogli ogni altra pietanza.

7. L’influenzato invernale, per tutta la durata della sua degenza, ritorna appassionato di social network: twitta e posta su Facebook commenti come un assatanato riscoprendosi esperto di politica, sport, terrorismo, chiesa, economia, cinema e ogni altra tematica degna di un trend topic su Twitter.

Ti senti rappresentato da uno o più di questi atteggiamenti?! 

Beh…sappi che sei un bel bastardello ma un giorno la pagherai: chi oggi ti sta accudendo patendo le pene dell’inferno prima o poi si ammalerà e consumerà la sua vendetta senza alcuna pietà! 

Giubileo Straordinario della Misericordia: la risposta della Chiesa a terrorismo e guerra

Dopo gli attacchi di Parigi e le settimane di tensione che ne sono seguite i leader dei più grandi paesi di tutto il mondo hanno fortemente reagito di fronte alla minaccia jihadista nei modi più diversi…

1. Hollande, presidente Francese, avendo bisogno di mostrare forza al suo popolo, ha cominciato bombardamenti massicci sulla Siria cercando alleanze in tutto il mondo.

2. Obama, presidente statunitense, ha dichiarato che l’Isis sarà estirpato dalla faccia della terra ma poco ha cambiato rispetto a quanto ha fatto sinora.

3. Merkel e Cameron, presidenti tedeschi e britannici, si sono accodati ai bombardamenti francesi seguendo le richieste di Hollande.

4. La NATO non fa niente.

5. Putin e Erdogan, presidenti russi e turchi, hanno deciso di usare l’Isis per farsi la guerra tra loro.

6. Renzi, presidente italiano, “non segue i bombardamenti altrui”.

7. Michel, presidente belga, ha fatto finta per 10 giorni di bloccare il suo paese alla ricerca di terroristi che, non essendoci confini, probabilmente se ne erano da giorni già andati via incontrollati.

8. Assad, presidente siriano, non si muove da dov’è.

Tutto questo evidenzia l’inadeguatezza delle reazioni di chi comanda il mondo che finge di non vedere che parte della sfida si gioca anche qui in Europa, tra le nostre case. I terroristi francesi erano europei! La sfida di una giusta integrazione la giochiamo qui noi!

L’unico che sembra averlo capito è Papa Francesco che, alle minacce che arrivano dal terrorismo e ai continui atti di guerra che si susseguono in questi giorni, risponde con il Giubileo Straordinario della Misericordia: un anno straordinario in cui al centro del nostro agire sia la misericordia, il perdono. 

Fa strano parlare di perdono in questo periodo storico no?!

A conferma di ciò, dopo quella di Bangui nella Repubblica Centroafricana, la prima Porta Santa aperta in Italia è stata infatti quella dei carcerati. 

Durante la celebrazione tenuta stamattina Papa Francesco ha detto: “Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia…abbandoniamo ogni forma di timore è paura perché non si addice a chi è amato; viviamo, piuttosto, con la gioia dell’incontro con la grazia di uno che è amato.”

In questo stesso blog, reagendo ai fatti di Parigi, ci chiedevamo cosa sarebbe stato di noi se fossimo nati a Raqqa, capitale dell’Isis…siamo forse per natura migliora di loro?

Ecco che il Papa dà una risposta a questo quesito valida per tutti: “la chiesa tiene le porte aperte per tutti!”

Sarebbe bello se in un anno, che non è poco tempo, raggiungiamo l’obiettivo di riappacificarci con parenti e amici con i quali, per ragioni più o meno nobili, non parliamo da tempo. 

Non è forse anche più bello e interessante usare i fatti di Parigi in questo modo?!

Smettiamo di decidere se sia giusto bombardare o meno la Siria a chi ha il potere di farlo e cambiamo il mondo con il nostro solo modo di vivere, questo sembra dirci Papa Francesco.

È possibile perdonare chi ci ha fatto un torto?! 

È possibile trattare l’altro come un Bene?!

Non vuol dire forse questo poi l’auspicio pluricitato in queste settimane “difendiamo i nostri valori”?!

E allora daje proviamoci…buon anno della Misericordia a tutti!