Le 10 differenze tra gli Italiani pro e contro Valentino Rossi

Abbiamo tutti visto le immagini della sfida tra Valentino Rossi e Marquez lungo i primi 7 giri del gran premio di Sepang di MotoGP in cui il pilota spagnolo, dopo aver in ogni modo rallentato e innervosito Valentino, è finito per terra. 

Sui social si è immediatamente accesa una grande battaglia tra chi difende e chi accusa Valentino, ma nessuno si è chiesto cosa differenzia chi sostiene le due diverse posizioni: leggete e lo scoprirete….

Il tipico accusatore di Valentino Rossi al mattino sotto la doccia pensa, il tipico sostenitore invece canta;

Il tipico accusatore di Valentino Rossi a cena con gli amici non fa nulla perché è l’ospite, il tipico sostenitore invece è quello che cucina per tutti;

Il tipico accusatore di Valentino Rossi a lavoro quando arriva beve il tè così si rilassa, il sostenitore invece, appena arriva, ingoia un caffè in tre secondi e un altro se lo infila negli occhi come fosse un collirio perché ha duemila cose da fare.

Il tipico accusatore di Valentino Rossi è quello che da vecchio si apposta davanti a un cantiere dicendo che ai suoi tempi si lavorava meglio, il sostenitore trascorre invece la sua vecchiaia giocando a carte con gli amici e passeggiando nel parco alla ricerca di qualche bella nonnetta da guardare.

Il tipico accusatore di Valentino Rossi nel tempo libero porta i cani a passeggio, il sostenitore invece gioca coi figli al parchetto come un dodicenne;

Lo studente accusatore di Valentino Rossi se durante un esame riceve richiesta di aiuto, non solo finge di non sapere la risposta, ma fa anche la spia col professore; lo studente sostenitore invece è quello che si fa beccare mentre passa al compagno il suo intero foglio protocollo per farlo copiare;

Il tipico accusatore di Valentino Rossi a lavoro i problemi li elenca, il sostenitore invece li risolve;

Il genitore sostenitore di Valentino Rossi i figli li rimprovera, il genitore accusatore invece li moralizza;

Il tipico accusatore di Valentino Rossi è il classico sempre pronto a “salire sul carro dei vincitori”, il sostenitore invece è già sul carro perché quello che ha vinto è proprio lui;

Il tipico accusatore di Valentino Rossi i biscotti li organizza e li fa, il sostenitore invece non ci sta e se li mangia.

#IoStoConVale: vai a Valencia e insegna ai bambini come corrono i giganti!

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La dura vita di un ladro nel 2015

Sarà certamente esperienza comune a tutti coloro che hanno la “fortuna” di lavorare in Italia quella di aprire la busta paga e sparare una filotemmia vedendo quanto, alla fine di ogni dannato mese, si riduca lo stipendio da lordo a netto. In quel momento, in preda all’ira e alla collera, tutti almeno una volta avremo pensato che sarebbe bello avere un lavoro che permetta di pagare meno tasse e soprattutto avere tutto quel che si desidera ogni volta che lo si vuole.
Ebbene la mansione che risponde a questi altrimenti utopici desideri esiste: il ladro!

Attenzione però perché pochi hanno veramente tutte le skills, le capacità, per lanciarsi efficacemente nell’arte del furto a causa degli innumerevoli problemi connessi a questa attività.

Innanzitutto un ladro non può mai vantarsi con nessuno di quel che fa e dei suoi successi lavorativi.
Ad esempio, oggi che Linkedin è sempre più diffuso lui, povero, non può mica scrivere di essere uno “Junior Assistant Thief” oppure un “Theft Head of Department”  e, se anche decidesse di farlo, nessuno ne confermerebbe le competenze: questo stupido mondo apprezza più uno che sappia usare Excel di uno che invece apre le auto con una spilla da balia!

E poi ci sono mille altri semplici aspetti del vivere che però influiscono sulla quotidianità e sicuramente sconvolgerebbero chi fa un mestiere normale, mentre per un ladro sono scontati sacrifici:

Un ladro ad esempio il diamante lo usa per tagliarci il vetro, mica per farci degli anelli;
Un ladro la calzamaglia non può usarla al posto dei calzoni, ma gli tocca metterla sulla testa come un babbione;
Un ladro l’idea di business non ce l’ha: se ruba oggetti del valore di 1000€ li rivende a 200 poi.
Un ladro, quando vuole una cosa che non possiede, non la ordina mica su Amazon ma, qualsiasi condizione climatica ci sia, esce e se la va a prendere per conto suo!
Un ladro è costretto sempre a vedere film in cui chi fa il suo lavoro è il cattivo (Robin Hood non conta perché lui la calzamaglia non se la metteva mica sulla testa);
Un ladro è sempre costretto a usare solo cose di seconda mano;
Un ladro la calma non sa cosa sia: a lavoro deve sempre fare le cose di fretta per evitare che lo sgamino;
Un ladro l’iPad o l’iPhone non può usarli perché gli infami della Apple si sono inventati quella bastardata di “Trova il mio i-phone” che lo fa suonare fino a farti sbiellare;
E poi che fatica fare oggi il ladro con tutti questi allarmi e questi disoccupati che non escono mai di casa e soprattutto non hanno nulla che valga la pena rubare…

Caro ladro che dunque stai leggendo queste parole, é direttamente a te che questo articolo é rivolto: sii certo che noi, anonime e noiose persone ligie alle regole, ti capiamo e comprendiamo quanto dura sia la tua vita!

Ci sono delle cose forse però caro ladro che non sai…
Ad esempio caro ladro, lo sai che dopo che rubi in una casa, chi ci abita dentro ogni volta che una porta cigola si caga nelle mutte dallo spavento?!
Lo sai, caro ladro, che quello che ti sei fottuto in pochi minuti è il frutto di anni di lavoro e fatiche delle persone che hai derubato?!
Lo sai, caro ladro, che sei stato fortunato non ti abbia beccato al mercatino del rubato (si lettori miei esiste un posto a Milano che si chiama così…) dove la polizia mi ha detto di andare per cercare quel che mi hai rubato?!
Lo sai, caro ladro, che se anche pensi di essere sfigato e ti é stato sottratto ingiustamente qualcosa nella vita, la colpa non é mia?!
Hai in mente, caro ladro, tutte le volte che in queste settimane ti han fischiato le orecchie? Ero io che ti mandavo affanculo.
Lo sai, caro ladro, che sei un cazzo di bastardo?!

Ahhhhhhhh che godere!

Miei cari lettori onesti perdonate questo articolo totalmente autoreferenziale ma ogni tanto penso che un bel vaffanculo abbia anche un gran valore educativo.

Opinionandolo: si torna a scrivere!!!

È un po’ che non scrivo lo so…certo non pretendo e non credo di essere mancato a molti ma oramai, essendo oltre un mese che non pubblico più nulla su questo blog, è giunto il momento di tornare a farmi vivo.
Ho pensato molto al tema con il quale avrei potuto ricominciare dato che molti eventi sono accaduti dopo nelle scorse settimane:
– Marino che si dimette da Sindaco di Roma
– Il sinodo dei Vescovi sulla famiglia
– La qualificazione dell’Italia agli Europei di Calcio
– Valentino Rossi che ha ancora 18 cazzo di punti di vantaggio su Lorenzo
– Il viaggio del Papa a Cuba e negli USA
– I 5 gol in 9 minuti di Lewandowsky in Bundesliga
– La Russia che inizia a bombardare la Siria
– L’uscita degli i-phone 6s in Italia
– L’enciclica del Papa sull’ecologia
– L’elezione della Miss Italia più rimbambita di sempre
– Lo straordinario successo che continua a essere EXPO
e sicuramente molto molto altro ancora…
Ma più di un singolo particolare voglio raccontarvi cosa è stato trascorrere le giornate senza pubblicare nulla, e penso di sintetizzarlo bene usando questa espressione: “porco porco che cazzo di fatica”.
Finita l’estate ho infatti pensato che, sebbene mi piacesse dannatamente pubblicare su questo piccolo spazio che mi sono creato, se lo avessi fatto meno e avessi usato anche il mio tempo libero per approfondire tematiche inerenti il mio lavoro allora sarei stato certamente più efficiente, avrei imparato più cose e sarei stato più bravo (su questo tema questo articolo sullo scandalo Volkswagen merita di essere letto: http://www.corriere.it/economia/15_ottobre_13/emanuela-ingegnere-volkswagen-se-capo-vuole-l-auto-perfetta-fai-furbata-poteva-succedere-pure-me-a81d11fe-71c7-11e5-b015-f1d3b8f071aa.shtml).
Nonostante infatti il desiderio di essere più bravo fosse certamente buono, vivere una vita di “full immersion” su un unico particolare ha reso le giornate dannatamente faticose: mi è sembrato dunque valesse la pena scrivere di quello che ho capito in questo mese, e cioè che non siamo fatti per concentrarci su un aspetto solo della vita ma che, tenere la testa alta seguendo le passioni e i talenti che immeritatamente ci troviamo ad avere, è la via da seguire per essere contenti durante le giornate e, soprattutto, è qualcosa che tutti possiamo fare.
Per questo tornerò a scrivere: perché farlo mi aiutava a lavorare e mi faceva essere anche più bravo e, ancor di più, perché mi piace un sacco!