Come riconoscere un milanese nelle spiagge dei giargiana

Un vero milanese in spiaggia lo riconosci facilmente perché non è nel suo habitat naturale e si comporta diversamente dalle tribù autoctone delle località in cui trascorre le vacanze.

Innanzitutto si alza alle 7 del mattino perché la sua sveglia naturale gli impone di non perdere cazzo tempo anche quando è in ferie.
A quel punto si fa una bella colazione da ricco al bar, perché a certe abitudini non si rinuncia mai, e prima di andare in spiaggia fa una capatina dal giornalaio per comprare corriere della sera, gazzetta dello sport e sole 24 ore: il tutto davanti al venditore che lo guarda con gli occhi affascinati pensandolo realmente acculturato.
Arrivato in spiaggia parcheggia a pagamento e, tutto sorridente al pensiero di quanto figo sia il concetto di mare perché le tipe si sentono libere di essere praticamente nude e mostrare i loro bei culetti stagionati, si mette i giornali sotto il braccio e con il suo costumino Sundek o Billabong che ne esalta la “splendida” pancetta da lavoratore (non quelle terribili micro mutande da giargiana), arriva finalmente davanti al mare.

I problemi iniziano a questo punto perché, giunto sul bagnasciuga, attraverso i suoi Rayban nuovi di zecca, il milanese non vede quei fantastici costumini alla brasiliana che ha sognato nelle poche ore di sonno che si è concesso durante il suo ultimo anno di fatiche, ma si trova davanti decine e decine di rumorose famiglie “meridionali” che:
1. Hanno occupato tutte le prime file della spiaggia libera
2. Sono al completo: nonni, zii, figli, nipotini, nuore, suocere, cognati ci sono tutti
3. Hanno circa 7 sedie-sdraio a famiglia, 9 ombrelloni, 14 borse frigo con pasta e melanzane alla parmigiana da mangiare in spiaggia, materassini, racchettoni e ogni altro gadget infantile volto a generare caos e a fare allontanare dalla spiaggia ogni essere umano riconducibile a una ragazza single sotto i 35 anni

In quel momento il terrore sugli occhi del milanese in spiaggia è ben visibile (gli avevano assicurato che, appena passato Ferragosto, la gente se ne sarebbe andata!) e lui corre via: solo un lido può salvarlo!
Inizia allora a cercarlo, lo vede, gli corre incontro come farebbe un bambino con la mamma, vi arriva ansimante e compra un ombrellone per tutta la durata della sua permanenza: almeno cosi può avere i suoi spazi!

Appena si stende sulla sua sdraio nuova di zecca torna a respirare, ordina a uno sbigottino bagnino un bicchiere di vino bianco pensando sia il suo cameriere personale, prende lo smartphone e, nonostante sia schifato dalla barbarie e dalla numerosità dei giargiana nel mondo, inizia a twittare e instagrammare quanto sia figo il posto in cui si trova con il solo obiettivo di generare invidia nei suoi colleghi milanesi che vogliono fare gli idoli col capo e non prendono le ferie.

Autoctoni che dunque vedete le vostre spiagge riempirsi di personaggi con queste caratteristiche non temete: l’estate sta finendo e il milanese se ne andrà perché si sa: “Tutt el mond a l’è paes, a semm d’accòrd, ma Milan, l’è on gran Milan.”

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