Il sabato di un milanese vs il sabato di un meridionale

Meglio il sabato del nord o meglio il sabato sud? Meglio il sabato dei polentoni o meglio quello dei terroni?
Basta parole e ipotesi contano i fatti: leggete e decidete chi essere…

Il milanese il sabato non mette la sveglia ma comunque si alza entro le 9 perché il suo corpo ha bisogno di mettersi in movimento e non ce la fa a stare cazzo fermo.
Il milanese il sabato può addirittura poi dedicare quasi cinque minuti alla colazione: lusso che in settimana ovviamente è impossibile permettersi altrimenti l’economia cazzo non gira.
Il milanese il sabato può dedicarsi alla cura del suo corpo perché deve essere un figo del porco diaz e durante la settimana non c’è mai tempo. La soluzione migliore allora è la piscina: lì ognuno si fa “li cazzi sua”, nessuno ti sta addosso e le tipe si sentono libere di mettersi in reggiseno e mutande per essere guardate.
Il milanese il sabato a pranzo mangia un insalatina veloce e poi, raccattati i suoi amici milanesi, parte subito per la casa in montagna o al lago che ovviamente ha, altrimenti non sarebbe un milanese.
Il milanese il sabato, come ogni altro giorno del resto, quando viaggia connette l’i-phone alla macchina e mette la musica a tutto volume perché non ha cazzi di sentire parlare nessuno.
Il milanese poi, mentre è in macchina, ordina al macellaio di fiducia la carne giusta cosi quando arriva alla sua casa in montagna può cominciare subito a grigliare visto che lui è un leader e organizzare eventi è nella sua natura.
Il milanese prima di cena ovviamente si spara comunque un ape fatto bene bevendosi un cocktail di quelli giusti “perché l’acqua fa ruggine e la birra è per i poveri”.
Il milanese finita la grigliata non pulisce mai (qualche Giargiana lo fa per lui) ma porta le tipe a “vedere le stelle” e le conquista indicando con tutto il falso romanticismo di cui è capace le costellazioni presenti nella Via Lattea.
Il milanese va a letto contento della giornata ma incazzato perché è finito il sabato e allora ormai è quasi lunedì.

Il meridionale il sabato non mette la sveglia e si sveglia non prima delle 11.
Il meridionale il sabato mangia cappuccio e brioche per colazione e passa almeno tre quarti d’ora al bar parlando con gli altri clienti e con il titolare perché conosce tutti lui.
Il meridionale il sabato fa il giro di tutti i 3500 parenti che ha perché la famiglia è la cosa più importante del mondo e non si può mica essere come quei “frigidoni del nord”.
Il meridionale il sabato pranza dalle 14 alle 17.30 dalla nonna con tutti i parenti più stretti perché mangiare è la cosa più bella del mondo e quelli del nord che fanno le diete sono tristi.
Il meridionale quando viaggia ha il finestrino abbassato perché deve salutare tutti quelli che incontra urlandone il nome.
Il meridionale il sabato sera va nella sua casa al mare e per il viaggio sua madre gli dà succhi di frutta, melanzane alla parmigiana, pasta fredda, pittule e pane fresco perché non si sa mai che magari gli viene fame.
Il meridionale ama la sua terra e quindi il sabato sera, come ogni altra sera, beve vino rosso del sud perché i vigneti migliori del mondo “sono quelli del paese suo”.
Il meridionale finito di mangiare le cose che sua mamma ha preparato per lui e per i suoi amici meridionali non pulisce (tanto domani passa mamma a sistemare) ma porta le tipe in spiaggia e, suonando la chitarra attorno a un falò improvvisato per inebriarsi i fumi tossici che questo genera, le conquista una dopo l’altra.
Il meridionale va a letto contento della giornata e basta.

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Un pensiero su “Il sabato di un milanese vs il sabato di un meridionale

  1. L’ha ribloggato su Buseca ن!e ha commentato:
    Le fine settimana dei polentoni e dei terroni. Tra orgoglio, supponenza, superbia ed un po’ di sano amore per la propria terra. Carino. Però ci dimentichiamo di quei settentrionali e di quei meridionali che il sabato lavorano chi mezza giornata, chi ha la giornata piena. Vi sono anche quelli vedi addetti alla grande distribuzione per cui il sabato è una straccata totale, il giorno più tosto della settimana. E che poi magari lavorano anche la domenica.
    Oppure quelli dell’Expo che lavorano anche il sabato ed anche la notte.
    Perché al nord come al sud ci sono i pizzaioli, i camerieri, i medici e gli infermieri degli ospedali e tutte quelle nobili professioni che non hanno le classiche otto orette da lune a venere. Ricordiamoci di loro

    Mi piace

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