Spot Wind festa del papà: per comunicare davvero, a volte la tecnologia non è tutto

Il progresso, la tecnologia, la velocità, la “connessione”. Sono queste icone indispensabili e imprescindibili della realtà contemporanea in cui viviamo.
La tecnologia è arrivata a un punto tale da rendersi capace di scandire quasi ogni minuto della nostra giornata.
Ma tutto questo è veramente un aiuto a vivere le nostre giornate?
Ci aiuta a comunicare noi stessi e a capire di più gli altri?
Non si tratta di un tema di poco conto ed è facile diventare “moralistoni” nel parlarne ma è oggettivamente vero che stiamo diventando più bravi a comunicare con gli hashtag che usando le parole.
Porre questi temi al centro di un messaggio pubblicitario, specialmente proposto da un’azienda di telecomunicazioni, sembra quasi un controsenso ed è qualcosa che in me ha suscitato interesse e curiosità.
E’ questo infatti che ha fatto Wind per la sua nuova campagna istituzionale. Il risultato è qualcosa di veramente nuovo e affascinante. Ciò di cui sto parlando è “Papà”, un “cortometraggio” di Giuseppe Capotondi (https://www.youtube.com/watch?v=JSWDo95hNR0). Quattro minuti tutti da vedere. Capaci di rivelare anche al più scettico qualcosa di nuovo e interessante: non “il comunicare” per il semplice gusto di farlo ma comunicare perché ciò è un’irriducibile esigenza del cuore umano.
La storia è molto semplice e comune, una di quelle in cui tanti forse potrebbero rivedersi: quella di un figlio che non rivede suo padre da molto tempo e che, in un continuo flash-back della sua infanzia, si rivede nei luoghi che ne hanno caratterizzato la crescita, e decide “ri-comunicare” con lui.
Per farlo, non sceglie la tecnologia, ma torna a casa.
“Per comunicare davvero, a volte la tecnologia non è tutto”: il finale del video è da questo punto di vista assai significativo e centra il punto della questione. C’è tutto dei tempi moderni in questi 4 minuti di video: il rapporto genitori-figli, l’invadenza della tecnologia, il bisogno di incontrarsi e di parlare, la bellezza (rappresentata dai luoghi in cui è ambientato il filmato).
Alcuni potrebbero dire che si tratta di una semplice strategia commerciale di Wind per ottenere più clienti…beh anche se cosi fosse, l’idea di spendersi per descrivere i rischi di un uso esagerato della tecnologia quando loro invece, come azienda di telecomunicazioni ci guadagnerebbero se le persone la usassero sempre di più, è in ogni caso qualcosa di nuovo e oggettivamente affascinante.

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