L’Oriana: una fiction per iniziare a leggerla!

Nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 Febbraio la Rai ha mandato in onda una fiction su quella che probabilmente è la più nota e brillante giornalista italiana degli ultimi trent’anni: Oriana Fallaci. Sono già partite numerose polemiche su come la vita di questa donna sia stata distorta dai registi e probabilmente questi critici hanno ragione: la storia e le sue idee in certi momenti cosi duri che ha vissuto e visto (in Pakistan, Vietnam, Messico e Grecia) sono state certamente semplificate con l’evidente obiettivo di “farle capire” a un grande pubblico. E’ ragionevole pensare che non molti in Italia abbiano letto e conoscano profondamente i pensieri della Fallaci per cui la fiction della Rai è stata un buon tentativo per renderli noti.
A parte infatti una oggettiva difficoltà nel raccontare una vita cosi intensa e dura in due sole serate senza appiccicare giudizi e conclusioni affrettate è anche emerso quello che è “particolare” e “nuovo” di una figura come quella della Fallaci:
lei era una donna che si faceva colpire e toccare dai fatti che le accadevano attorno;
lei era una donna che tentava un giudizio di fronte a ciò che succedeva ma non lo appiccicava “a caso”, lo maturava andando e vivendo in luoghi di guerra ponendo davanti non la sua idea ma ciò che vedeva (il passaggio sulla guerra in Vietnam contro gli americani lo fa intuire);
lei era una che aveva chiaro il significato di libertà e per essa lottava perché “La libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere”;
lei era una cosi libera da poter dire a qualsiasi uomo potente ciò che le stava più a cuore perché “ha sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare”;
lei era una che aveva capito che “Il grande malanno del nostro tempo si chiama ideologia e i portatori del suo contagio sono gli intellettuali stupidi”;
lei era una che aveva un occhio talmente vero sulla realtà che ha saputo anticiparne gli sviluppi: “Loro (i fondamentalisti islamici) hanno qualche cosa che noi non abbiamo ed è la passione. Hanno la fede e la passione. Nel male, in negativo, ma l’hanno. Noi non l’abbiamo più, l’abbiamo persa, la nostra forma di società ha inaridito l’animo, ha inaridito il cuore della gente. Perfino nei rapporti amorosi c’è meno passione. In quanto alla fede, nel nostro mondo è una parola quasi sconosciuta. Loro sono più stupidi di noi ma sono profondamente appassionati, dunque più vitali. Perfino la guerra, che è un atto di passione – passione in negativo, la ferocia, il sangue – , è diventata sterile, pulita. Questa mancanza di passione si riflette nella nostra vita quotidiana perché, al posto della passione, abbiamo il benessere, la comodità, il raziocinio. Tutto quello che siamo è frutto di raziocinio, non di passione. (da Accetto la morte ma la odio)”

Che la Rai abbia fatto questo lavoro su di lei è bello. Non perché siano stati fedelissimi alla sua storia e alle sue idee, ma perché ad esempio, sfruttando molte delle sue più belle citazioni, a me e a molti altri hanno messo il desiderio di iniziare a leggerla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...