Storia di una ladra di libri: un film sulla guerra per bambini

Esistono centinaia di film e libri sul nazismo ma ‘Storia di una ladra di libri” (tratto dall’omonimo libro di Markus Zusak) ha la capacità di raccontare la guerra da una prospettiva nuova: quella di una bambina. Quanti film sulla guerra sono anche adatti ad essere visti dai più piccoli? Quanti di noi possono immaginare le sensazioni di una bambina costretta a dire “Heil Hitler” nonostante sappia che l’uomo a cui inneggia è la causa dei suoi mali? Usare come protagonista una bambina, Liesel, e descriverne pensieri e preoccupazioni è dunque qualcosa di nuovo.
La narrazione inizia con il viaggio di Liesel verso la sua famiglia adottiva perché la madre, comunista, è in fuga dalla Germania. Al trauma dell’abbandono si aggiunge la perdita poi del fratellino, che Liesel ha visto morire tra le braccia della madre proprio durante il viaggio verso la nuova casa. Al funerale la piccola raccoglie da terra un libro, “Il manuale del necroforo”, e lo conserva: sarà proprio questo particolare testo che, assieme all’aiuto del padre adottivo Hans, permetterà a Liesel di imparare a leggere.
Generosi e profondamente umani infatti i suoi nuovi genitori nascondono in casa Max, un giovane ebreo in fuga dalle SS tedesche. Colto e attento, Max diventa un grande amico di Liesel e la aiuta nella sua crescita e nella sua formazione spingendola ed educandola quasi a trovare le parole per raccontare il mondo che vede. Max aveva infatti chiaro che la potenza delle parole, che permettono l’esistenza dell’immaginazione ed è proprio l’immaginazione che rende sopportabile la reclusione. Anche Hitler lo sapeva e infatti in contemporanea il fuhrer ordina continuamente alle sue SS di bruciare i libri. Proprio davanti a un falò fatto per distruggere tutti i libri del paese Liesel non riesce a resistere e, andati via tutti, ne sottrae uno alle fiamme, e poi via via ne ruba altri da una biblioteca in casa di una moglie di un generale tedesco.
Senza dettagliare il racconto quella bambina sconfiggerà la violenza della guerra usando dei semplicissimi libri! La prospettiva di fare un racconto di guerra, senza togliere nulla della drammaticità dei suoi effetti, dal punto di vista di una bambina rende questa storia comprensibile da tutti, compresi i più piccoli, e lascia alla fine la sensazione che, nonostante tutto il dramma occorso alla piccola protagonista, lei vinca.
Questo film va visto perché riuscire a trasmettere un messaggio di speranza proprio da una storia cosi dura è qualcosa di oggettivamente bello e affascinante che chiunque, anche un bambino, può capire e che sarebbe bello ricordarsi sempre nelle circostanze dure in cui tutti noi siamo messi.

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