#GraziePresidente

La data di oggi 14 Gennaio 2015 sarà ricordata come quella delle dimissioni del più longevo dei presidenti della Repubblica italiana. Non entro nel merito delle disquisizioni tra chi inneggia al suo nome idolatrandone la figura, e chi lo attacca chiamandolo “Re Giorgio” o per il suo passato nel partito comunista.
Il mio giudizio sulla sua figura deriva da quel che ho gli ho visto fare in questi anni: l’unica cosa infatti certa degli ultimi 9 anni nella politica del nostro paese è stato lui, con tutti i suoi pro e contro, che in ogni modo ha lottato per salvaguardarci richiamando ripetutamente alla serietà e al lavoro il parlamento e tentando in ogni modo di opporsi alla deriva di protesta e antipolitica che alcuni partiti, giocando sul dolore delle persone, hanno condotto negli ultimi anni.
Con gratitudine e stupore ricordo l’accorato discorso dopo la sua non desiderata rielezione a presidente della Repubblica in cui, nonostante l’età avanzata, ha attaccato le irresponsabilità commesse da chi risiedeva in parlamento dimostrando una impressionante forza morale e spiegando di aver accettato l’incarico perché, parole sue, “bisognava offrire, al paese e al mondo, una testimonianza di consapevolezza e di coesione nazionale, di vitalità istituzionale, di volontà di dare risposte ai problemi”.
Il suo costante richiamo all’unità per risolvere i gravi problemi dell’Italia, nel rispetto delle diverse opinioni e vedute del mondo, mi ha sempre profondamente colpito come una posizione di novità che, a quasi 90 anni, è stato in grado di portare a chi molto più giovane di lui continuava e continua a porre la sua idea davanti a tutto trattando dunque l’altro come il male assoluto. Una figura come la sua che realmente poneva il bene comune al centro della sua attività politica mi rassicurava: chi a 90 anni avrebbe accettato di farsi rieleggere invece di godersi un po’di meritato riposo?!.
Dico questo dato che dopo i recenti attentati a Parigi tutti erano d’accordo nel ritenere necessaria per l’Europa quella stessa unità per far fronte alla minaccia del terrorismo islamico, ma già adesso che è passato cosi poco tempo si vedono i primi tentativi da parte di alcuni di usare questo dramma unicamente per un proprio tornaconto politico.
Napolitano è stato esempio di una politica buona negli anni in cui gli altri invece hanno toccato il fondo; è stato esempio che è davvero possibile agire in politica per risolvere i problemi più gravi che oggi purtroppo l’Italia attraversa e ha identificato un metodo per affrontarli: chi la pensa diversamente da me in politica non è per forza cattivo! Esistono problemi che possono essere guardati e affrontati meglio se si uniscono sensibilità anche diverse!
Per questa testimonianza anche io il mio #GraziePresidente: speriamo di non perdere questa eredità che ci ha lasciato.

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